Vittorio Feltri e le toghe: "Se Greco si assolve ma lascia il caos". Perché "meritiamo una giustizia migliore"

di Vittorio Feltrilunedì 13 settembre 2021
Vittorio Feltri  

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Ieri Milena Gabanelli, giornalista televisiva talmente brava da essere scomparsa dal video e ricomparsa sul Corriere della Sera, che le affidala compilazione di paginate tipo lenzuola, ha intervistato il procuratore capo di Milano, Francesco Greco. Un fiume di parole, tra domande e risposte, nel quale sono annegato, pur avendo io superato brillantemente le scuole dell'obbligo: non ho capito un tubo. A me Greco fa simpatia forse perché è di Napoli, città che amo, è un magazzino di cultura, essendo stata la capitale della sapienza europea fino al 1800, poi si è incasinata per vari motivi e ora brilla soprattutto per la camorra, criminalità organizzata tra le più sgangherate del mondo.

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Il magistrato di cui discettiamo è di sicuro una persona perbene, ma il fatto di indossare la toga probabilmente a lungo andare gli ha annebbiato un po' la vista. Certe cose forse gli sono sfuggite, per esempio l'inchiesta su presunti reati commessi da Eni, che si è conclusa dopo anni e anni di chiacchiere in nulla di fatto. Assoluzione di tutti gli imputati. Una vicenda giudiziaria trasformata in una commedia dell'assurdo degna di Ionesco. Sono convinto che don Francesco non abbia alcuna responsabilità su questo episodio, in apparenza esilarante e in pratica sconvolgente. Però mi pare che nel suo insieme la grande procura Milanese, descritta come la più preparata d'Italia, abbia rimediato una gigantesca figura di m***a.

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Sorvolo per carità di patria sulla loggia Ungheria e sull'illustrissimo Piercamillo Davigo, coinvolto nella danza macabra per motivi che ignoro. Tutto questo rebelot ha distrutto la fiducia degli ambrosiani nell'ordine giudiziario benché costoro, quanto me, non abbiano ancora compreso che cosa in realtà sia successo nei piani alti del Palazzo di Giustizia. Iniziando a leggere il pistolotto della Gabanelli speravo di esserne illuminato, invece, giunto all'ultima riga della articolessa, confesso di essere rimasto all'oscuro di tutto. Ne so meno di quanto conoscessi prima di questa storia ingarbugliata. Non importa. Alla fine dell'anno Greco andrà in pensione e si toglierà un peso dallo stomaco. E noi poveri tapini tireremo un sospiro di sollievo senza un vero perché, ma lo tireremo lo stesso. Milano è la città più efficiente del Paese e si merita una procura decente almeno dal punto di vista estetico. 

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