“Il caro energia non è solo un problema di bollette più alte. È una minaccia esistenziale per molte pmi, che rischiano di chiudere o di ridimensionare drasticamente la loro attività. Non possiamo permetterlo. Aumentano i costi di produzione, si riducono i profitti, cala la domanda interna, le banche stringono i cordoni e si fermano gli investimenti. Un circuito che va assolutamente interrotto. Con l’aumento del 65% dei costi energetici, il 40% delle piccole e media imprese ha ridotto i servizi mentre il 70% delle imprese ha dovuto aumentare i prezzi di beni e servizi offerti. Per non parlare delle riduzioni del personale. Le imprese stanno cercando di ridurre i consumi, di rinegoziare i contratti, di gestire al meglio la liquidità. Ma, a medio-lungo termine, servono investimenti in efficienza energetica, in fonti rinnovabili, in innovazione. La loro resilienza non può essere infinita”. Lo ha affermato Francesco Cacciola, presidente dell’Osservatorio nazionale sul debito con banche e finanziarie, nel corso della tavola rotonda “Il caro energia registra nuovi sovraindebitamenti di famiglie e imprese”, che si è svolto al Senato.
“Abbiamo denunciato più volte i problemi del ‘caro energia’ - ha dichiarato il senatore Luigi Nave (M5s), ma il governo non ha fatto nulla. Ecco alcune soluzioni: il disaccoppiamento dei costi tra energia prodotta da fonti rinnovabili e quella prodotta con il gas, tassare gli extra profitti per dare ristoro alle famiglie in difficoltà, tassare le società che producono inquinamento acquistando i sussidi ambientali dannosi. Da 24 mesi in Italia cala la produttività, non ci sono politiche attive del lavoro efficaci, mancano politiche assistenziali incisive. Ci stiamo avviando verso un declino molto pericoloso e a farne le spese sono, come al solito, i più deboli”.
La crisi energetica colpisce duro anche le famiglie, come sottolineato da Elvira Carpentieri, presidente del Centro studi sulla crisi economica delle famiglie italiane: “L'Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente ha comunicato che, nel primo trimestre del 2025, la bolletta elettrica per il cliente tipo vulnerabile è aumentata del 18,2% rispetto al trimestre precedente oltre ad un aumento del 12,4% del valore della materia prima gas per i clienti vulnerabili serviti in regime di tutela. Oltre due milioni di italiani si trovano in una condizione di povertà energetica e le previsioni sono negative: nel 2025, il costo dell'elettricità per le famiglie potrebbe aumentare del 15% e quello del gas del 14%. Il legame tra caro energia e indebitamento è intuitivo: se una famiglia deve spendere di più per luce e gas, ha meno risorse per tutto il resto. E, se il reddito non basta, l'unica alternativa è tagliare altre spese o indebitarsi. Non è solo un problema economico, ma anche sociale e psicologico. Le famiglie indebitate vivono in una condizione di stress costante, con ripercussioni sulla salute, sulle relazioni familiari, sul rendimento scolastico dei figli”. Dati confermati anche da Sandro Martorano, presidente dell’Istituto nazionale economico: “Recentemente abbiamo pubblicato un rapporto che evidenzia un dato allarmante: oltre il 40% delle famiglie italiane ha registrato un incremento dell’indebitamento per far fronte alle bollette, mentre il 35% delle piccole e medie imprese ha dovuto ridurre la produzione o ricorrere al credito bancario per sostenere i costi energetici. Questo fenomeno rischia di aggravare la già fragile tenuta del tessuto economico, generando un effetto domino su occupazione, consumi e investimenti”.
Per i professionisti è intervenuto Marco Cuchel, presidente dell’Associazione Nazionale Commercialisti: “Aumentano le procedure da sovraindebitamento e la crisi energetica ha creato difficoltà ulteriori a famiglie e imprese. L’aumento dell’inflazione ha poi generato un effetto a catena che ha peggiorato le cose. Dobbiamo avere un tetto massimo dei prezzi a livello europeo e puntare all’autonomia energetica se vogliamo iniziare a dare un sollievo reale agli italiani. Noi commercialisti svolgiamo un ruolo cruciale nell'assistere i debitori nel percorso di risanamento finanziario, offrendo consulenza specializzata e guidando attraverso le procedure previste dalla normativa vigente”.
Gli aspetti legislativi del caro energia sono stati evidenziati da Amedeo Di Pietro, presidente dell’Osservatorio Nazionale sul Diritto: “Il diritto all’energia è considerato essenziale, e il legislatore ha introdotto misure di sostegno come il bonus sociale per le famiglie in difficoltà economica ricordando sempre che il Codice del Consumo (D.lgs. 206/2005) impone obblighi di trasparenza e correttezza nelle forniture di energia, limitando pratiche commerciali scorrette. Ci sono diversi strumenti che possono aiutare famiglie e imprese in difficoltà come la Legge n. 3/2012che ha introdotto strumenti per la gestione del sovraindebitamento, tra cui il Piano del consumatore: consente alle famiglie di ristrutturare il proprio debito con il consenso del giudice, l’accordo di composizione della crisi applicabile alle imprese che possono negoziare con i creditori, la liquidazione del patrimonio, una forma di esdebitazione per chi non riesce a soddisfare i debiti e la Riforma della Crisi d’Impresa (D.lgs. 14/2019) ha reso più accessibili queste procedure, favorendo la ristrutturazione del debito”.
L’importanza della comunicazione e della corretta informazione sul caro energia è stata sottolineata dal produttore televisivo Gennaro Coppola: “La tv, con la sua ampia diffusione e la capacità di coinvolgere emotivamente il pubblico, può contribuire significativamente alla sensibilizzazione su questo tema. È essenziale adottare un linguaggio semplice e accessibile, evitando tecnicismi che potrebbero rendere l’informazione inaccessibile a una larga parte della popolazione. Una comunicazione televisiva efficace può generare un impatto concreto nella società, riducendo lo stigma che spesso accompagna il sovraindebitamento e promuovendo una cultura della prevenzione finanziaria. È fondamentale trasmettere il messaggio che l’indebitamento non è una colpa, ma una situazione che può essere affrontata con gli strumenti adeguati”.
Al termine dell’iniziativa si è svolta la cerimonia per il riconoscimento del Premio “Campania Felix”, consegnato dal consigliere dell’Associazione Stampa Campana Giornalisti Flegrei, Luigi Borrone, al senatore Luigi Nave “per la dedizione nel promuovere iniziative legislative e progetti volti a sostenere la crescita economica della Campania; a Elvira Carpentieri “per l’impegno costante e la professionalità dimostrata nell’aiutare le famiglie in difficoltà economica e a Francesco Cacciola “per la competenza nell’assistere le imprese in situazioni di sovraindebitamento, offrendo soluzioni legali efficaci per rinegoziare i debiti con banche e istituti finanziari”.