"Cominciamo a ragionare sulla sospensione del Green deal per l'automotive". Il terremoto dei dazi americani al 20% sulle esportazioni dell'Unione europea verso gli Stati Uniti potrebbe essere l'occasione giusta per cambiare il volto e il futuro dell'Ue. La proposta è di Giorgia Meloni, la premier italiana che già giovedì sera aveva invitato Bruxelles a non rispondere a Donald Trump con dei contro-dazi, che sarebbero solo controproducenti.
"In questo momento - ha spiegato Meloni a margine della visita sull'Amerigo Vespucci a Ortona, quarta tappa del tour Mediterraneo - possiamo fare intanto alcune cose a livello europeo che sono importanti. Forse dovremo ragionare di sospendere le norme sul Green Deal in tema di automotive, settore colpito dai dazi". Non colpire le esportazioni dall'America, dunque, ma tentare di rafforzare l'economia e l'industria interne.
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Oggi è il vero "day-after" dei dazi di Donald Trump. "Le Borse non sono andate per niente bene, n&...La chiave, in ogni caso, è quella di tenere aperto un canale di comunicazioni con la Casa Bianca e scongiurare in qualsiasi modo la "guerra commerciale" che pare invece attrarre inesorabilmente i "falchi" di Parigi e di Berlino. "Se spero ancora in un dialogo con gli Usa sui dazi? Non è questione di speranza. Io credo che sia quello che va fatto - taglia corto ancora Meloni -. Per l'interesse nostro, per l'interesse della nostra economia, per l'interesse europeo, per l'interesse occidentale e quindi perseguo quello che ritengo sia più giusto".
"Non penso - ha aggiunto - che in una fase come questa sia più utile divaricare ulteriormente. Credo che la cosa utile da fare sia continuare a cercare delle soluzioni comuni perché alla fine altrimenti ci indeboliamo tutti. Poi, ripeto, sono valutazioni che si devono fare con altri interlocutori e vedremo anche qual è la posizione degli interlocutori". "Se abbiamo una difficoltà - è il messaggio della premier italiana all'Unione - quella difficoltà deve portarci a lavorare sulla competitività del nostro sistema produttivo, della nostra industria, delle nostre aziende".