Dal Mediterraneo all'Artico: l'Europa senza bussola né mappe

Le colpe storiche della Francia: ha sempre impedito che Bruxelles avesse proiezione
di Gianluigi Paragonemartedì 1 aprile 2025
Dal Mediterraneo all'Artico: l'Europa senza bussola né mappe
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L’assenza dell’Europa nel Mediterraneo non è un fatto nuovo: la Francia ha sempre impedito che Bruxelles lì avesse una proiezione; né, a onor del vero, Bruxelles ha mai mostrato interesse a spostarvi il proprio baricentro: troppo lontano dall’orizzonte della Germania. Tutta roba detta e ridetta. Ma sulle carte globali l’Unione europea non ha una posizione e un ruolo nemmeno in uno spazio di cui in questi giorni inquieti si sta parlando parecchio: l’Artico. Com’è noto i Paesi geograficamente europei che si affacciano sull’oceano glaciale artico sono la Norvegia (Nato ma non Ue); la Danimarca (nella Nato, nella Ue ma senza l’euro) con le regioni autonome della Groenlandia, oggetto dei desideri della presidenza Trump, e delle isole Faer Øer; la Finlandia (unico paese nordiico a essere sia nella Nato, sia nella Ue e sia nell’eurozona); l’Islanda (nella Nato ma fuori dalla Ue); la Svezia (nella Nato, nella Ue ma non nell’area euro). Completano la geografia artica la Russia, il Canada e l’America con l’Alaska.

Dell’elenco europeo balza subito all’occhio la diversificazione sostanziale tra l’Europa geografica e l’Unione, a sua volta avvicinata più nell’articolato Ue che nella sua componente monetaria, a conferma del fatto che i Paesi scandinavi facciano entrare Bruxelles dalla porta di servizio. Diciamocela tutta: se non fosse stato per l’irruenza di Trump, gli europei avrebbero continuato a pensare all’Artico o per Santa Claus o per le meraviglie naturali come l’aurora boreale. Per il resto, buonanotte. Invece, ancora una volta, è toccato al presidente americano svegliare tutti dal torpore e indicare la strategicità crescente di questa zona dove territorialmente “comanda” la Russia coi suoi 40mila chilometri di affaccio. Che con un silenzioso pressing pesano e aumentano di volume grazie a due provvedimenti (uno dei quali passato addirittura con un voto nelle Nazioni Unite il 6 febbraio del 2023, quindi in piena guerra con l’Ucraina) in base ai quali sono state riconosciute le pretese russe persino sul polo nord geografico e nei fondali marini per altri 1,7 km quadrati in quanto proiezione della sua piattaforma continentale. A proposito di babbo Natale, come regalo è decisamente generoso.

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Cosa nascondono di strategico l’Oceano glaciale e le sue terre? Il futuro. Dire “Artico” significa 1,5 mila miliardi di metri cubi di gas; 83 miliardi di barili di petrolio non esplorato; giacimenti inestimabili di terre rare, cioé i minerali delle nuove frontiere industriali. Dire “Artico” significa inoltre fare i conti con uno dei più grossi bacini di acqua potabile, cioé l’oro blu. E infine dire “Artico” significa indicare la nuova rotta commerciale navale, il by-pass tra l’Atlantico e il Pacifico. Senza ovviamente considerare la grande piattaforma militare dove posizionare missili di lunga gittata come hanno fatto Russia e Cina dopo la recente intesa. Ora, chi pensa che tutto questo - specie alla luce del riscaldamento globale- non rivoluzioni il peso geopolitico dei player globali sta commettendo il più colossale degli errori. Tipo quello che l’Europa ha già commesso lasciando sguarnito il “suo” Mediterraneo dove la Turchia di Erdogan comanda più dell’intera Unione.