L'oligarca russo Roman Abramovich e altri importanti magnati vicini al presidente Vladimir Putin presi di mira dalle sanzioni dell'Unione europea dopo l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, ha chiesto la revoca delle sanzioni e un risarcimento danni da un milione di euro alla fondazione benefica creata dopo la vendita del Chelsea. I miliardari russi stanno sfidando le restrizioni in un tribunale europeo e affermano che i loro diritti sono stati violati dalle sanzioni, come ha riportato il Wall Street Journal.
Tony lascia la moglie per la rifugiata ucraina, finisce in disgrazia
Tony ha mollato la moglie e i figli dopo aver conosciuto Sofia, rifugiata ucraina. Ma è finito in disgrazia: &quo...Secondo il quotidiano americano, l'ex proprietario del Chelsea, Abramovich, il magnate metallurgico e minerario Alisher Usmanov, ma anche Mikhail Fridman e Petr Aven, boss di lunga data di Alfa Bank, una delle più grandi della Russia, hanno intentato cause separate per i danni avuti dalle sanzioni presso il Tribunale generale dell'Unione europea. Tutti chiedono alla seconda corte suprema del blocco di annullare le sanzioni, sostenendo che i loro diritti sono stati violati e contestando i loro presunti stretti legami con il Cremlino.
In particolare, Roman Abramovich ha citato negli atti la sua cittadinanza portoghese, sostenendo che, secondo il rapporto, le sanzioni dell'Unione europea avrebbero violato i diritti fondamentali presumibilmente protetti dal blocco stesso.