Donald Trump cercava uno shock globale e naturalmente lo ha trovato, anzi lo ha provocato con il “Liberation Day”, la giornata dei dazi per tutti. La sortita del presidente americano non è una sorpresa, faceva parte del suo programma elettorale, dunque chi oggi si mostra stupito fa la figura di Alice nel Paese delle Meraviglie. Il crollo delle Borse è ampiamente messo nel conto della Casa Bianca che, per il momento, punta su una separazione tra l’economia reale e i mercati finanziari. I nuovi dati sull’occupazione ne sono un esempio, ma è chiaro che questa strategia ha un limite nel fattore tempo.
Trump ieri ha avuto una telefonata con il presidente del Vietnam che ha assicurato un suo intervento per eliminare le barriere all’export americano, tuttavia questo non può essere il nuovo paradigma, dunque occorre un complesso negoziato su più fronti. Il segretario di Stato, Marco Rubio, dice che i mercati si riprenderanno, mentre il senatore Ted Cruz mette in guardia la Casa Bianca sulla durata di questa operazione, da qui a novanta giorni tutto potrebbe cambiare, in meglio o in peggio, quello che non può essere sostenibile è l’attuale asimmetria creata dalla mossa di Donald. Se non si trova un accordo globale tra gli Stati Uniti e i suoi partner commerciali il rischio secondo Cruz è quello di presentarsi alle elezioni di medio termine del 2026 con la prospettiva della sconfitta.
Come si vede, più che una questione finanziaria, è una faccenda politica. Trump sta cercando di re-ingegnerizzare l’economia, ha certamente le leve per provocare una mutazione dei rapporti di forza, ma la durata di questo sforzo può essergli fatale. Il ministro del Tesoro, Scott Bessent, aveva parlato di questo scenario anche prima delle elezioni, si tratta di un epocale gioco d’azzardo. Per ora, segnalo la lungimiranza di Warren Buffett che ha accumulato oltre 300 miliardi di dollari di liquidità, in attesa di “fatti nuovi” che nessuno voleva vedere. Sono arrivati e per gli squali di Wall Street è il momento giusto per comprare. Come diceva Gordon Gekko, «è tutta una questione di soldi, il resto è conversazione».
Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.
Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.