Articolo spazzatura o scoop sopraffino? Nel pomeriggio il magazine statunitense Politico diffonde la notizia che Donald Trump avrebbe riferito alla sua cerchia ristretta, compresi i membri del suo gabinetto, che Elon Musk si dimetterà nelle prossime settimane dal suo attuale ruolo governativo di fustigatore degli sprechi.
Il presidente sarebbe soddisfatto dell'iniziativa di Musk a capo del Dipartimento di efficienza governativa (Doge), secondo tre collaboratori di Trump a cui è stato concesso l’anonimato per descrivere l'evoluzione della relazione, ma entrambi gli uomini hanno deciso negli ultimi giorni che presto sarà il momento per il Ceo di SpaceX di tornare alle sue attività e assumere un ruolo di supporto. Vero o falso?
Per la Casa Bianca non ci sono dubbi. E la replica arriva a stretto giro, proprio su X, per bocca, o meglio per post, della portavoce del quartier generale presidenziale Karoline Leavitt: «Questo scoop è spazzatura: il presidente e Elon Musk hanno detto entrambi pubblicamente che Elon lascerà il servizio pubblico in qualità di impiegato speciale del governo una volta che sarà concluso il suo lavoro». E lo stesso Musk in seguito sottolinea: «Una fake news».
Capitolo chiuso? Fino ad un certo punto. Tra la notizia e la smentita, infatti, gli investitori di Wall Street hanno avuto il tempo di dire la loro. E si tratta di un’opinione non così banale. La Tesla ha avviato la seduta di Borsa malissimo. A spingere verso il basso il colosso dell’auto elettrica stavolta non sono stati i dazi o qualche sortita maldestra del suo fondatore ma, più banalmente, i pessimi dati sulle vendite. Le consegne globali di automobili Tesla hanno infatti registrato un calo del 13 per cento nel primo trimestre del 2025. Stando ai dati aggiornati, nel periodo in questione sono stati consegnati 336.681 veicoli: un numero inferiore rispetto ai 396.960 inizialmente stimati dagli analisti finanziari.
Dato reso ancora più pesante dagli ottimi risultati ottenuti, nello stesso periodo da quello che è ormai diventato il suo principale concorrente mondiale. Nei primi tre mesi del 2025, la cinese Byd ha venduto oltre un milione (1.000.804) di auto a nuova energia, le cosiddette NEV. Si tratta di un +60% rispetto ai 626.263 venduti nel primo trimestre del 2024. Certo, nel conto ci sono pure le ibride. Ma anche restando nel perimetro delle auto completamente elettriche le vendite di Byd hanno raggiunto le 166.109 unità a marzo e 416.388 nel primo trimestre, superando di gran lunga Tesla.
Difficile dire se il sorpasso sia il frutto del boicottaggio, dei vandalismi e dei possibili atti di terrorismo messi che nelle ultime settimane si sono moltiplicati nel mondo (anche a Roma qualche giorno fa) oppure della geometrica potenza del colosso cinese, che crea fabbriche-città, realizza innovazioni fantascientifiche e sembra essere inarrestabile. Di sicuro guardando il grafico del titolo Tesla una cosa emerge con chiarezza. Dopo aver perso circa il 6% in avvio di seduta, lo “scoop spazzatura” di Politico ha fatto balzare il titolo improvvisamente di oltre il 4%. In serata, dopo la smentita della Casa Bianca, la quotazione non ha affatto rallentato la sua corsa viaggiando sul +5%.
Segno che se Musk fa impazzire i suoi fan nel mondo della politica, in quello degli affari c’è chi invece fa il tifo per un suo ritorno operativo alla guida delle sue aziende. L'uscita del miliardario dall’impegno diretto con Trump e l'entrata in vigore di dazi al 25% su tutte le auto importate negli Stati Uniti, infatti, potrebbero aiutare Tesla a riguadagnare il terreno perso negli ultimi mesi.
L’ipotesi, d’altra parte, non è così peregrina come sembra dire la Leavitt. Lo stesso Musk aveva preannunciato a Fox la sua uscita nei termini dei 130 giorni, che è il periodo di lavoro previsto dalla legge per i dipendenti governativi speciali. Chissà. Nel frattempo, politica o no, il tycoon può consolarsi con l’ennesimo primato. Nel 2024, secondo la nota classifica di Forbes, Musk è tornato ad essere l’uomo più ricco del mondo, con appena 342 miliardi di patrimonio.
Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.
Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.