CATEGORIE

Marine Le Pen, così l'Eliseo può graziarla

Il RN studia una via d'uscita. La leader dovrebbe rinunciare al ricorso o aspettare la fine del processo d'appello
di Mauro Zanon giovedì 3 aprile 2025

3' di lettura

Parigi. Ieri, all’Assemblea nazionale, la madrina del sovranismo francese e capogruppo dei deputati del Rassemblement national, Marine Le Pen, ha dichiarato che «il sistema ha sganciato la bomba nucleare» e che se viene sguainata «un’arma così potente» contro il Rassemblement national, «significa che siamo sul punto di vincere le elezioni».

La «bomba nucleare» a cui ha fatto riferimento la leader sovranista è la sentenza emessa lunedì dal Tribunale di Parigi, che l’ha condannata a quattro anni di carcere, di cui due senza condizionale ma con l’uso del braccialetto elettronico, e soprattutto all’ineleggibilità per cinque anni con «esecuzione provvisoria». Le Pen rischia dunque di non potersi candidare all’Eliseo, con i sondaggi che la danno al 37% delle intenzioni di voto in vista del primo turno. Tuttavia, per scongiurare un destino che sembra ormai segnato, esiste una via, seppur strettissima: è la via della grazia presidenziale. L’idea circola con discrezione all’interno del Rassemblement national, ma è evocata a gran voce da altre figure di spicco della politica francese. Come Henri Guaino, ex deputato gollista e speech writer di Nicolas Sarkozy quando era presidente della Repubblica, che su BfmTv ha lanciato un appello al capo dello Stato, Emmanuel Macron, affinché conceda «la grazia» a Marine Le Pen. «La libertà dell’elettore è un principio fondamentale», ha dichiarato, e con la sentenza «è stato calpestato».

Otto e Mezzo, Italo Bocchino: "Le Pen? Cosa accadrà tra un anno esatto..."

Italo Bocchino ospite a Otto e Mezzo, il talk show di approfondimento politico condotto da Lilli Gruber su La7, intervie...

Affinché il capo dello Stato possa concedere la grazia, la condanna deve essere definitiva. Ciò presuppone che Le Pen accetti la sentenza e quindi riconosca i fatti per i quali è stata condannata, rinunciando al ricorso. Alla luce della sua linea di difesa durante il processo, la leader di Rn, tuttavia, sembra per ora lontana dall’idea di accettare il verdetto. La decisione di fare appello da parte di Le Pen lascia comunque aperta la possibilità di una grazia presidenziale al termine di un secondo processo, se la sua condanna sarà confermata.

Come riportato dall’Opinion, se Macron decidesse di “graziare” Marine Le Pen, la condanna non verrebbe annullata – rimarrebbe nella fedina penale – ma la pena verrebbe revocata. Dunque niente più ineleggibilità per Le Pen, che potrebbe così candidarsi alle presidenziali del 2027. «Permetterebbe di uscire da un problema politico enorme», ha detto alla Dauphine Libéré l’ex ministro gollista Hervé Mariton.

L’entourage di Macron giura di non aver «mai sentito parlare di uno scenario simile». L’unica grazia concessa dal presidente francese risale al 2018, e fu per «ragioni umanitarie»: Macron commutò in vent’anni l’ergastolo di un’ex prostituta 73enne che aveva ucciso un cliente. Nel 1988, la donna era stata condannata all’ergastolo e considerata «psichiatricamente molto fragile». Le condizioni di detenzione, troppo severe, avevano spinto il controllore generale delle carceri, Adeline Hazan, e diversi deputati, a chiedere il perdono al presidente. Che arrivò.

Marine Le Pen, l'allarme de Le Figaro: "Rischio insurrezione popolare"

La Francia si ritrova in un cul de sac, e la colpa è (anche) della condanna di Marine Le Pen. Par di leggere le c...

Dal punto di vista giuridico, la grazia presidenziale è regolata dall’articolo 17 della Costituzione: «Il presidente della Repubblica ha il diritto di concedere la grazia individuale». La persona condannata, un parente stretto, un avvocato o un rappresentante possono presentare richiesta per iscritto. «La domanda viene poi esaminata da un dipartimento specializzato del ministero della Giustizia, la Direzione degli affari penali e della grazia (Dacg)», spiega il sito web dell’amministrazione francese. Se la richiesta riceve il via libera dal presidente, viene adottato un provvedimento di grazia che, per entrare in vigore, deve ottenere tre firme: quella del capo dello Stato, quella del primo ministro e quella del ministro della Giustizia. Lunedì sera, a Tf1, Le Pen ha detto «no alla grazia». Ma l’opzione resta sul tavolo.

Vicepremier Salvini sbotta: "Da certe latitudini non prendiamo lezioni", chi massacra

Scontro totale Francia, jet bersaglio dei radar russi. Parigi insorge: "Atto di guerra"

in francia Louise, svolta nell'omicidio della 11enne sparita: il killer "furioso per aver perso a Fortnite"

tag

Salvini sbotta: "Da certe latitudini non prendiamo lezioni", chi massacra

Francia, jet bersaglio dei radar russi. Parigi insorge: "Atto di guerra"

Louise, svolta nell'omicidio della 11enne sparita: il killer "furioso per aver perso a Fortnite"

Maria Zakharova contro Macron, "ole-Lukoye atomico": il più umiliante dei paragoni

Giorgia Meloni, "modello per conquistare l'Ue": clamoroso, chi si ispira alla premier

La possibile “melonizzazione” della Spagna rafforzerebbe i piani europei dei “patrioti”. Lo scri...

Messico, italiana uccisa con un colpo di pistola in testa: caccia al killer

Ornella è stata ammazzata con un colpo di pistola alla testa mentre stava lavorando. Aveva 40 anni e viveva in Me...

Mosca colpita dai droni, la testimonianza: panico in Russia

Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.

Presidenziali in Turchia, Erdogan vota a Istanbul

Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.