Viktor Orban si è rifiutato di accodarsi alla decisione della Corte Penale Internazionale su Benjamin Netanyahu. Questa settimana premier ungherese riceverà regolarmente il suo omologo israeliano a Budapest per discutere sul futuro di Gaza. E sarà la prima volta che il leader di Tel Aviv metterà piede sul suolo europeo da quando è stato emesso un mandato d'arresto nei suoi confronti. Scelta per altro contestata da altri capi di stato europei, come il cancelliere tedesco Friedich Merz.
Ma non finisce qui. Viktor Orban, come riporta il tempo, starebbe pensando di spostare la sua ambasciata da Tel Aviv a Gerusalemme. Come fece in passato lo stesso Donald Trump. Una decisione che per la sinistra segna l'ennesima spaccatura rispetto alla linea ufficiale dell'Unione europea. E, pertanto, alcuni compagni hanno gridato allo scandalo. Un esempio? Il nostro Nicola Fratoianni. Il segretario nazionale di Alleanza Verdi e Sinistra si è fiondato su Facebook per attaccare proprio Viktor Orban.
"Il criminale di guerra Netanyahu annuncia il suo arrivo a Budapest e Orban rassicura che non eseguirà il mandato d’arresto emesso dalla Corte Penale Internazionale - ha tuonato Nicola Frangiato -. L’ennesimo affronto intollerabile. Se Orban continua a fare carta straccia del diritto internazionale, l’Ungheria non può fare parte dell’Unione Europea. Non è più tempo di traccheggiare - ha poi aggiunto - e spero che in tal senso si esprimano anche le forze politiche progressiste, in maniera netta".
Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.
Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.