I media russi censurano la parola "rabbia" quando raccontano degli ultimi sviluppi nei rapporti tra il capo del Cremlino Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump. Nelle scorse ore, il tycoon in un'intervista alla televisione Nbc ha detto di essere “molto arrabbiato” con lo zar per aver "messo in dubbio la legittimità di Zelensky". Una dichiarazione forte a cui i funzionari di Mosca non hanno ancora replicato. Nel frattempo, la tv russa ha offerto una narrazione edulcorata delle parole del presidente americano: l'emittente Rossiya 1 ha trasmesso un estratto dell’intervista di Trump decidendo di omettere proprio la parte in cui dice di essere “arrabbiato” con Putin.
Il canale russo ha preferito concentrarsi sulla “determinazione” di Trump a candidarsi per la terza volta. E poi è passato direttamente al momento in cui il capo della Casa Bianca ha negato che i suoi rapporti con Putin fossero a un punto basso. La stessa scelta di omissione è stata fatta da Ntv, che non ha voluto fare alcun riferimento alla "rabbia" di Trump, affermando tuttavia che "è stata fissata una scadenza entro la quale la Russia dovrà raggiungere un accordo di cessate il fuoco con l'Ucraina". Il canale, poi, ha menzionato le minacce del presidente Usa di imporre tariffe che vanno dal 25 al 50% sui paesi che acquistano petrolio russo.
Di fronte a queste esternazioni del tycoon, se alcuni commentatori russi hanno giustificato la frustrazione di Trump considerandola come una conseguenza della manipolazione occidentale; altri invece ci hanno visto solo dell'inesperienza del tycoon nella politica globale; mentre altri ancora hanno assicurato che il Cremlino non si sarebbe proprio scomposto, ritenendo queste minacce inefficaci e temporanee.
Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.
Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.