Ha lasciato il Tribunale di Parigi contrariata, Marine Le Pen, prima ancora della lettura della sentenza che l'ha condannata alla ineleggibilità con esecuzione immediata dopo essere stata riconosciuta colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici.
Un terremoto giudiziario destinato a cambiare il futuro prossimo della politica francese: nel 2027 si voterà per le presidenziali, a sfidare Emmanuel Macron sarà con ogni probabilità il delfino di Marine, Jordan Bardella, presidente di Rassemblement national. Ma nel frattempo, è già polemica con alcuni tra i più importanti leader della nuova destra europea sul piede di guerra.
"Chi ha paura del giudizio degli elettori, spesso si fa rassicurare dal giudizio dei tribunali - è il commento a caldo di Matteo Salvini, leader della Lega che con la Le Pen condivide l'appartenenza al gruppo dei Patrioti per l'Europa -. A Parigi hanno condannato Marine Le Pen e vorrebbero escluderla dalla vita politica. Un brutto film che stiamo vedendo anche in altri Paesi come la Romania. Quella contro Marine Le Pen è una dichiarazione di guerra da parte di Bruxelles, in un momento in cui le pulsioni belliche di Von der Leyen e Macron sono spaventose. Non ci facciamo intimidire, non ci fermiamo: avanti tutta amica mia!". Un netto atto d'accusa a Bénédicte de Perthuis, la toga presidente del Tribunale di Parigi.
Anche il primo ministro ungherese Viktor Orban, fondatore dei Patrioti, ha espresso la sua solidarietà alla Le Pen con un sintetico ma efficace "Je suis Marine", su X.
Destinato a far discutere, invece, il commento del Cremlino. Il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov ha parlato di una crescente violazione delle norme democratiche in Europa. "Sempre più capitali europee scelgono di calpestare le norme democratiche [...] - attacca il portavoce di Vladimir Putin - Non hanno alcun problema a oltrepassare i confini della democrazia nel processo politico".
Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.
Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.