Alta tensione tra Usa e Iran. Nei giorni scorsi quest'ultimo ha trasmesso la sua risposta alla lettera di Donald Trump attraverso l'Oman. Lo scorso 7 marzo il presidente degli Stati Uniti ha infatti inviato una missiva alla guida suprema iraniana, Ali Khamenei. Al centro la richiesta di nuovi colloqui sul nucleare. In caso contrario l'avvertimento è stato chiaro: "Se non raggiungono un accordo, ci saranno dei bombardamenti - sono state le parole del tycoon -. Ma c'è la possibilità che, se non raggiungano un accordo, applicherò loro tariffe secondarie come ho fatto quattro anni fa".
La lettera è stata consegnata a Teheran il 12 marzo dal consigliere presidenziale degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash. Khamenei ha respinto le dichiarazioni di Trump e l'ha accusato di cercare di ingannare l'opinione pubblica mondiale dipingendo gli Stati Uniti come aperti ai colloqui e l'Iran come un ostacolo. Poi Khamenei ha aggiunto che - in caso di attacco contro l'Iran - "i nemici subiranno un duro colpo" da Teheran.
Stando a quanto riporta il quotidiano Tehran Times, l'Iran ha predisposto un numero significativo di missili pronti al lancio dalle basi sotterranee di tutto il Paese per colpire gli Stati Uniti nella regione per rispondere a eventuali attacchi. Il giornale scrive che un numero significativo di questi missili pronti al lancio si trova in strutture sotterranee sparse in tutto il Paese e progettate per resistere agli attacchi aerei. Fin dal suo insediamento a gennaio, Trump ha ripetutamente affermato che avrebbe bombardato l'Iran se il Paese non avesse fatto le concessioni che desiderava. Secondo alcune indiscrezioni, queste concessioni includerebbero lo smantellamento completo del suo programma nucleare, i legami con i gruppi della resistenza e aspetti del suo programma missilistico e dei droni.
Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.
Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.