Kristi Noem, "la fine che farete": brutale davanti ai migranti in carcere

giovedì 27 marzo 2025
Kristi Noem, "la fine che farete": brutale davanti ai migranti in carcere
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Una foto davanti ai "criminali in carcere". Dopo quella dei migranti in catene caricati sull'aereo che li avrebbe riportati in patria, pubblicata dal profilo social della Casa Bianca, ecco un'altra tappa nella lotta del presidente americano Donald Trump alla immigrazione illegale nel nome della sicurezza interna. 

"Ecco la fine dei terroristi nel nostro paese", pronuncia la segretaria americana Kristi Noem. Il video, anche questo condiviso sui social, riprende il segretario per la Sicurezza degli Stati Uniti davanti a una cella con decine di migranti salvadoregni. Una immagine sconvolgente, ma utile a chiarire il senso della severa politica di deportation inaugurata da Trump fin dal suo approdo nello Studio Ovale. Non "deportazioni", come erroneamente continuano a tradurre il termine quasi tutti i quotidiani italiani (alludendo pure alle famigerate "deportazioni naziste"), ma "espulsioni di massa".

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"Voglio ringraziare il presidente del Salvador per la partnership con gli Stati Uniti che ci consente di portare qui i nostri terroristi", spiega la Noem. Alle sue spalle, i migranti a petto nudo e testa bassa. "Voglio che tutti sappiano che chi viene illegalmente nel nostro paese dovrà affrontare questa conseguenza".

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Lo scorso febbraio era stato il segretario di Stato Marco Rubio, il ministro degli Esteri di Trump, a visitare El Salvador. Nel Paese centroamericano Noem ha invece visitato il Centro di confinamento antiterrorismo (Cecot), accompagnata dal ministro della Sicurezza Gustavo Villatoro, suo omologo, per poi incontrare il presidente Nayib Bukele, con cui ha discusso "di come aumentare il numero di voli di deportazione dagli Usa per i criminali violenti". Il Cecot è una delle circa 20 carceri di El Salvador. La struttura è stata costruita in tempi record e inaugurata il 31 gennaio 2023. Le deportazioni dei membri dell'organizzazione criminale Tren de Aragua nel Centro di detenzione per terroristi salvadoregni, ha scritto la funzionaria su X, "hanno inviato al mondo il messaggio che l'America non è più un rifugio sicuro per i delinquenti violenti".