Cina, Russia e Stati Uniti si contendono la Groenlandia. L'isola dei ghiacci fa gola a tutti, non solo a Donald Trump. Il motivo? Sotto la calotta artica si celano abbondanti giacimenti di petrolio, gas, ferro, oro, uranio e altre risorse minerarie. Per intenderci: da queste si estraggono le celeberrime "terre rare" - di cui Ucraina e Usa stanno discutendo in queste settimane -, indispensabili per il funzionamento delle tecnologie più moderne come smartphone e pale eoliche. Non essendoci un trattato che impedisca l'estrazione di queste risorse, tutti i big player del pianeta si buttano nel business dello sfruttamento delle terre rare.
Poi c'è il capitolo cambiamento climatico. Con l'innalzamento delle temperature mondiali, i ghiacciai si stanno ritirando sempre di più. Perciò negli ultimi decenni il traffico navale nel mare artico è aumentato addirittura del 37%. La terra è da sempre popolata dagli Inuit, che però contano poco meno di 57mila abitanti. Nella zona con maggior densità popolativa è presente anche la U.S. Space Base di Pituffik, base del ramo spaziale dell’esercito statunitense. Nonostante da tempo si discuta dell'indipendenza fa parte del Regno di Danimarca (dove vivono 18 mila groenlandesi). L’Unione europea la considera territorio d’Oltremare e si regge su una forma di autogoverno dal 1979.
J.D. Vance, con chi si presenta in Groenlandia: "Non sono invitati", tensione alle stelle
"Altamente aggressiva": così il primo ministro della Groenlandia Mute B. Egede ha definito la futura vi...Come riporta il Corriere della Sera, la Groenlandia dipende da Copenaghen per le finanze, per la difesa e per le relazioni internazionali. Da non sottovalutare, poi, i 600 milioni di euro che il Paese scandinavo versa ogni anno a beneficio del sistema sociale di un Paese le cui principali fonti di sostentamento sono la pesca e il turismo. Le ultime elezioni sono state vinte dal partito centrista liberale Demokraatit (Democratici) che ha ottenuto il 30,3%, uno dei partiti più tiepidi quando si parla di indipendenza. Il secondo posto è andato a Naleraq (24,8%), partito che invece vorrebbe il distacco immediato da Copenaghen. Jens-Frederik Nielsen è l'uomo scelto per formare un governo. Il leader dei Democratici si è detto più volte disponibile a collaborare con tutti coloro che cerchino "unità".