"Appena sarà pronto, Vladimir Putin attaccherà di nuovo". Mentre il falco Sergej Markov, ex consigliere del presidente russo, sostiene che Donald Trump sia "caduto nella trappola" degli ucraini ("Come ingannare un idiota", le sue testuali parole), c'è chi come l'americano John Bolton, ex consigliere per la sicurezza nazionale dello stesso Trump, che avvisa del rischio contrario: che sia stata cioè la Casa Bianca a cadere nel tranello del Cremlino.
"Forse Putin accetterà il cessate il fuoco in via di principio, ma solo per prendere tempo - spiega Bolton a Repubblica -. Anche se firmasse la pace, il suo obiettivo dichiarato è ricostituire l'impero sovietico, e appena sarà pronto lancerà la terza invasione dell'Ucraina".
Sull'accordo di Gedda "serviva a riparare il fiasco dello scontro nello Studio Ovale. Il vero obiettivo di Kiev era far ripartire l'assistenza militare e da questo punto di vista è stato utile - prosegue Bolton -. Il prezzo però è alto. Far accettare agli ucraini il cessate il fuoco prima di sapere se i russi concordano è uno modo strano di negoziare". Per l'ex consigliere, fare concessioni alla Russia prima ancora di trattare è stato da parte di Trump un "errore enorme, oltre al capovolgimento della posizione Usa, che aveva sempre previsto l'ingresso dell'Ucraina nella Nato. Molto rivelatore dei veri sentimenti di Trump, che sono con la Russia".
Il rifiuto delle garanzie di sicurezza all'Ucraina, aggiunge, "è un invito aperto ai russi per tornare ad attaccare. Bisogna stringere i denti: 4 anni sono lunghi, ma l'Occidente è più forte con Europa e Usa uniti". Tuttavia, conclude, "il rischio dell'uscita (degli Usa, ndr) dalla Nato è reale - prosegue nel suo ragionamento Bolton, allargandone il raggio -. L'Europa deve riarmarsi, ma senza creare strutture parallele all'Alleanza che darebbero la scusa al presidente per abbandonarla".
Due edifici residenziali a Mosca sono stati colpiti da un attacco con droni. E' successo questa mattina all'alba a partire dalle ore 4.30. Sulla scena dell’incidente sono stati trovati detriti riconducibili proprio a parti di un drone, dopodiché l’area è stata transennata dai servizi di emergenza russi. I residenti sono stati evacuati. "C'era un suono innaturale. Di solito alle cinque del mattino c'è il rumore delle auto ma questo era innaturale", racconta un residente locale. "Abbiamo un appartamento vicino, se fosse stato colpito sarebbe saltato tutto in aria", aggiunge.
Seggi aperti in Turchia per il secondo turno delle elezioni Presidenziali. Oltre 64 milioni di elettori scelgono tra il presidente uscente Recep Tayyip Erdogan e il socialdemocratico Kemal Kilicdaroglu. Il presidente uscente, dato in vantaggio nei sondaggi, ha votato in un seggio di Istanbul.