La Russia sta facendo pesare la sua superiorità numerica in uomini e armi, pressando anche negli altri settori di un fronte ormai troppo lungo per un’Ucraina a corto di uomini, come avesse una coperta troppo corta. Per lo stato maggiore di Kiev, in 24 ore l'esercito russo ha attaccato lungo tutto il fronte e «ci sono stati 155 combattimenti sul terreno, 13 attacchi missilistici, 118 attacchi aerei, e 120 con razzi».
Il ministero della Difesa di Mosca ha affermato di contro che paracadutisti russi VDV armati di lanciarazzi Grad hanno annientato decine di soldati ucraini sulla riva destra e sulle isole nel delta del fiume Dnepr. È la tipica tattica russa dell'avanzare, magari lentamente, ma con davanti a sé un muro di fuoco che investe le difese nemiche. La lentezza dall’apparenza pachidermica, connessa alla meticolsità delle azioni di bonifica attuate con droni, missili, proiettili d’artiglieria e bombe d’aereo, possono avere anche una spiegazione alternativa. Ed è quella che avanzano alcuni osservatori occidentali.
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Ad esempio, secondo gli analisti americani dell'istituto ISW, la conquista di Kharkiv «non è un obbiettivo a breve termine» e per ora «i russi fanno guadagni tattici significativi in aree probabilmente meno difese». Più cauto è stato invece il ministro degli Esteri britannico, David Cameron, il quale intervistato da Sky News ha riconosciuto che l'offensiva su Kharkiv è un momento estremamente pericoloso per l'Ucraina. E uno snodo cruciale anche per l’Alleanza Atlantica.