Svezia, via libera al rogo del Corano? L'ira della Turchia: "Spregevoli"

mercoledì 28 giugno 2023
Svezia, via libera al rogo del Corano? L'ira della Turchia: "Spregevoli"
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Il caso, ammettiamolo, è di quelli clamorosi. In Svezia le autorità hanno approvato una manifestazione per il pomeriggio di oggi, mercoledì 28 giugno, durante la quale è previsto il rogo di un Corano all'esterno di una moschea che si trova nel centro della capitale, Stoccolma. Evento che ovviamente rischia di causare disordini e violente manifestazioni un po' in tutto il Paese, dove vive una nutrita minoranza islamica. Il tutto è stato poi organizzato in contemporanea all'Eid-al-Adha, una delle festività più importanti in tutto il calendario islamico.

Il via libera al corteo ma soprattutto all'annunciato rogo del Corano è arrivato dopo che una corte d'appello svedese aveva respinto la possibilità di dar fuoco al libro sacro. La decisione era arrivata dopo che un estremista di destra aveva bruciato lo scorso gennaio una copia del Corona, provocando anche la reazione di Ulf Kristerrson, primo ministro svedese, che aveva parlato a ragion veduta di "gesto profondamente irrispettoso". In questo caso, la richiesta accolta è stata presentata da un uomo di 30 anni, del quale però ancora non sono note le generalità.

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La vicenda, come ovvio, sta suscitando enorme polemica. Non solo in Svezia. Si fa sentire anche la Turchia di Recep Tayyiup Erdogan. Il presidente turco, infatti, ha definito "inaccettabile" quel che sta accadendo e il fatto che il Pkk, il Partito dei lavoratori del Kurdistan (per Ankara e Ue un'organizzazione terroristica), possa continuare a far proseliti e raccogliere finanziamenti in Svezia. 

Ancor più dure le parole di Hakan Fidan, ministro degli Esteri della Turchia, il quale è passato all'attacco su Twitter, definendo "spregevole" quanto sta accadendo in Svezia "contro il Sacro Corano". E ancora: "È inaccettabile consentire queste azioni con il pretesto della libertà d'espressione. Acconsentire a questi atti così atroci significa essere complici". La tensione, anche a livello diplomatico, sale insomma alle stelle.

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