Russia, bimbi travestiti così: "E il Battaglione Azov?". L'orrore, cosa state vedendo

lunedì 9 maggio 2022
Russia, bimbi travestiti così: "E il Battaglione Azov?". L'orrore, cosa state vedendo
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Prima della parata del 9 maggio nel Giorno della Vittoria, i russi hanno festeggiato la Grande Madre Russia e l'eroica cacciata dei nazisti nella Seconda Guerra Mondiale con tutta una serie di celebrazioni a uso social. E molti utenti Twitter ucraini hanno iniziato a condividere i video di bambini di asilo ed elementari travestiti da carri armati e jet militari con in prima piano la famigerata Z, il simbolo esibito dai soldati russi in Ucraina. "Za pobedu", che sta per "Per la vittoria".

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Un incitamento patriottico diventato ben presto, per l'Occidente, la rappresentazione grafica di una brutale, proditoria occupazione. Bambini e regime, un accoppiamento che da sempre attrae il Potere, di qualsiasi colore si ammanti. Dalla gioventù hitleriana ai Balilla fascisti, dai baby-atleti e ginnasti utilizzati indifferentemente dalla Cina o dal fu blocco sovietico per testimoniare la superiorità del modello comunista. 

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Nel caso specifico, ovviamente, le immagini sono ancora più impressionanti perché arrivano in concomitanza con le notizie sui 225 minori rimasti uccisi in Ucraina dall'inizio del conflitto. Una strage silenziosa, ma non senza volti visto la potenza delle immagini drammatiche che provengono dal Paese e che invadono i social. Tuttavia, quegli stessi video sui bimbi russi strumentalizzati nella maniera più atroce non vengono accolti da un coro unanime di sdegno. Anzi, come spesso accade dal 24 febbraio a oggi sono usati per ribaltare il quadro e accusare gli ucraini delle stesse nefandezze.

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Uno dei leit motiv restano le "imprese" del Battaglione Azov. Tanti, ad esempio, citano il campus organizzato 5 anni fa in Donbass dai soldati ucraini accusati dai russi di essere neonazisti. In quelle immagini, diffuse dal Guardian, si vedevano ragazzine e ragazzini di 10 anni in tenuta mimetica, tra granate ed esercitazioni belliche. Sulla coscia di una giovane, addirittura un tatuaggio dal sapore suprematista: "White Pride", orgoglio bianco. Il tenore dei commenti? I "mostri" non sono solo da una parte.

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