Oggi come allora. Alle 15 di domani, lunedì 9 maggio, in via Ternskaja, a Mosca, si metterà in marcia il Reggimento Immortale, composto dai discendenti dei vincitori della Grande Guerra Patriottica, che porteranno per tutta la processione i ritratti dei padri e dei nonni che presero parte alla vittoria contro il nazifascismo. Una sovrapposizione continua di un passato glorioso al presente che, osserva il Corriere della Sera, non è certo cominciata adesso.
La tecnica del "mordi e fuggi": l'ultima trappola per i russi. Il "manuale" da incubo per Putin
L'afghanizzazione dell'Ucraina potrebbe essere già iniziata nelle province occupate dai russi. Intorno al...E oggi come allora i soldati e i milioni di persone che il 9 maggio assisteranno alla loro parata, intoneranno lo stesso coro: "Possiamo farlo ancora". Che vuol dire, possiamo vincere, possiamo sconfiggere il nazifascismo. Possiamo conquistare l'Ucraina. Insomma, è molto più di un semplice invito all'unità. È una "rivendicazione di forza, una specie di autocertificazione del proprio status di potenza mondiale".
Ferdinando Nelli Feroci, la profezia dell'ambasciatore: "Ecco come finirà la guerra in Ucraina"
L'ambasciatore Ferdinando Nelli Feroci ha le idee molto chiare sul conflitto che si sta consumando in Ucraina. Le ca...È una dimostrazione della forza di Putin. Il quale, nel 2015, alla parata andò tra la folla mostrando la fotografia del padre, veterano decorato e grande invalido della Seconda guerra mondiale. Da allora, sottolinea il Corriere, il Cremlino allargò il campo della celebrazione: oltre a omaggiare i vincitori della Grande Guerra Patriottica, bisognava celebrare anche i reduci dell'Afghanistan, dell'invasione della Georgia, del Donbass, dell'intervento in Siria. Non solo. Da allora non si espongono soltanto i ritratti dei parenti e dei caduti ma anche quelli dei loro condottieri, da Stalin a Putin, ovviamente.