Chi sono i macellai di Bucha? Non verrebbero dalla Jacuzia, come inizialmente sospettato. La maggior parte dei russi impegnati nella cittadina a pochi chilometri dalla capitale Kiev sarebbero buriati, popolazione tra Russia, Mongolia e Cina che rappresenta la più grande minoranza etnica siberiana. Sarebbero stati loro, secondo la procuratrice generale di Kiev Iryna Venediktova, gli autori del massacro che tra la fine di marzo e l'inizio di aprile avrebbe causato circa 400 morti tra i cadaveri ritrovati in strada, dopo il ritiro delle forze russe, nelle case private e nelle fosse comuni scavate nella cittadina.
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Il magistrato su Facebook ha postato generalità e fotografie di 10 ufficiali e sottufficiali della 64ma brigata di fucilieri motorizzati russi: c'è il sergente Vyacheslav Lavrentyev, c'è il caporale Andriy Bizyaev, il generale Albert Radnaev. E poi il tenente colonnello Omurbekov Azatbek Asanbekovich. I tratti somatici sono i medesimi. A questi stessi soldati il presidente russo Vladimir Putin ha conferito una delle più alte onorificenze della Russia, elogiandoli per il loro eroismo. E proprio questa, sottolinea ala Venediktova, "è la prova che a orchestrare i massacri è stato proprio il Cremlino.
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Durante l'occupazione di Bucha hanno preso in ostaggio civili disarmati, li hanno fatti morire di fame e sete, li hanno derubati, tenuti in ginocchio con le mani legate e gli occhi bendati, derisi e picchiati. Sono stati usati pugni e mozziconi. Le persone - prosegue la procuratrice - sono state malmenate per avere informazioni e alcune sono state torturate senza motivo". In alcuni casi i militari russi avrebbero "minacciato di uccidere le vittime e persino inscenato l'esecuzione dei loro prigionieri". Mosca continua a parlare di fake news, e lo ha fatto anche Putin, negando la paternità degli orrori di Bucha persino davanti al segretario generale dell'Onu Antonio Guterres.
