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Kara Murza, "pentimento e abiura. Altrimenti...". Che fine deve fare, diktat-Putin: una storia dell'orrore
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Vladimir Kara Murza è stato trasformato nel nuovo Alexei Navalny. Questo l’ultimo escamotage del regime di Vladimir Putin. Non hanno scelto a caso il loro bersaglio: un oppositore influente e integro e principale collaboratore di Boris Nemtsov. Murza è stato catturato, messo in carcere e fatto sparire da tutti i radar. Già in passato vittima di due avvelenamenti, il primo nel 2015 e poi nel 2017, ai quali fortunatamente è sopravvissuto ora è incarcerato con accuse insensate, ovvero la diffusione di fake news.
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Al momento dovrà rimanere in carcere fino al 12 giugno, poi lo hanno minacciato di chiedere in giudizio una pena fino a 15 anni di carcere. A meno che lui non si penta e abiuri. Cosa non avverrà mai. Proprio il 22 aprile, giorno in cui le autorità russe hanno avviato una "indagine penale" contro di lui, il ministero della Giustizia russo ha reso pubblico un atto con cui dichiara Kara-Murza "agente straniero". Queste solo le perfette carte in regola per dichiarare che in Russia diffondere la verità equivale a compiere un crimine.
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La direttrice di Amnesty International per l'Europa orientale e l'Asia centrale, Marie Struthers ha dichiarato: “Le autorità russe devono ritirare tutte le accuse contro Vladimir Kara-Murza poiché derivano esclusivamente dal suo diritto alla libertà di espressione. Deve essere rilasciato immediatamente e incondizionatamente”. Anche la moglie di Vladimir, Evghenia, si è espressa sulla vicenda ingiusta del marito: “Credeva di dover essere un esempio, affinché la gente non avesse paura. Dall'inizio della guerra almeno 15 mila persone sono state arrestate, erano scese in piazza nonostante le misure repressive draconiane che sono state prese. Quando mi chiedono dei sondaggi, come mai l'80% sembra sostenere questo regime, io rispondo: come potete credere a sondaggi fatti in uno stato totalitario?”.
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