Ucraina, i no vax diventano pro-Putin: "Bimbo morto? Tutto finto, regime finanziato da Soros", parole raccapriccianti

lunedì 28 febbraio 2022
Ucraina, i no vax diventano pro-Putin: "Bimbo morto? Tutto finto, regime finanziato da Soros", parole raccapriccianti
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Non solo la pandemia: adesso anche la guerra in Ucraina è oggetto di discussione tra i negazionisti dell'ultima ora. I no vax si sono trasformati in sì-guerra e soprattutto in pro-Putin. Conversazioni di questo tipo avvengono, come al solito, soprattutto nelle chat di Telegram. I Servizi, come riporta Leggo, hanno confermato la notizia, sottolineando come, proprio in corrispondenza dello scoppio del conflitto, si siano riattivati alcuni canali dormienti, gli stessi che lo scorso ottobre avevano veicolato messaggi neofascisti alla vigilia dell'assalto alla Cgil. Questa volta invece si veicola una visione del conflitto, che è tutta in favore di Mosca.

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I gruppi scoperti finora sono quattro. Uno di questi, "Basta Dittatura", raggiunge quasi 100mila utenti. Nella chat, come riporta La Repubblica, si è parlato del bambino morto a Kiev durante gli scontri. Nella chat veniva rilanciato un articolo - falso - secondo cui la notizia era inventata: "Di bambini purtroppo ne moriranno tanti, perché il regime di Kiev, pilotato dalla Nato e finanziato da Soros, non pare intenzionato a cercare una tregua. Ma ora il condizionale è d'obbligo". 

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Per queste persone, insomma, la guerra non esiste, così come il Covid fino a qualche settimana fa. Anche i bunker, dove i cittadini si nascondono per sfuggire alle bombe e che ogni giorno vengono mostrati dai telegiornali di tutto il mondo, sarebbero finti. Uguale le sirene che si sentono per le strade di Kiev. In un'altra chat, "Giù la mascherina", si legge che "i giornalisti sono con casco e giubbotto antiproiettile, l'abito ufficiale della 'modalità guerra', proprio come quando sono con le mascherine, mentre dietro i cittadini ucraini serenamente fanno la coda all'ufficio postale". Molti cittadini, invece, nei giorni scorsi erano in fila soprattutto per prelevare soldi e comprare beni di prima necessità.

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