Emmanuel Macron, la rivolta degli ex generali dell'esercito: "Terrorismo islamico, cosa devi fare". Caso senza precedenti

mercoledì 28 aprile 2021
Emmanuel Macron, la rivolta degli ex generali dell'esercito: "Terrorismo islamico, cosa devi fare". Caso senza precedenti
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Circa venti generali francesi in pensione, un centinaio di alti ufficiali e oltre mille altri soldati hanno sporto pubblicamente denuncia contro "l'islamismo e le orde di banlieue". In seguito, hanno chiesto formalmente a Emmanuel Macron di difendere "la patria". Questo a grandi linee, il contenuto di una lettera aperta firmata da membri dell'esercito insieme ai veterani e inoltrata per direttissima all'Eliseo. La richiesta delle forze armate, è quella di un ritorno ai valori dell'onere e del dovere, e un intervento repentino del governo sui conflitti sociali, perché "l'ora è grave". L'appello è stato pubblicato su Valeurs Actuelles, periodico molto vicino ai lepenisti.

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Secondo quanto riporta il Giornale, l'iniziativa è stata promossa da Jean-Pierre Fabre Bernadac, alto ufficiale che ha riposto l'uniforme nell'armadio nel lontano 1987. Emmanuel Macron ha tuttavia immediatamente liquidato la richiesta, rispendendo la lettera al mittente, durissimi i toni della ministra della Difesa Florence Parly, che ha così snobbato l'appello dei soldati: "Non hanno più alcuna funzione nei nostri eserciti e rappresentano solo se stessi" ha accusato Parly, annunciando sanzioni per i firmatari del messaggio. "L'esercito è a servizio della nazione, di nessun altro". A scaldare i toni, non tanto la lettera in sé, quanto l'appoggio pubblico dei generali da parte di Marine Le Pen.  

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Era quasi sembrato che BleuMarine avesse escogitato una sorta di colpo di Stato militare. "Rinnovo loro il mio sostegno, in un quadro ovviamente democratico, seguitemi nella mia battaglia per la Francia". Con le elezioni presidenziali ormai alle porte, il tema della sicurezza ribadisce la sua centralità, soprattutto in tempi di campagna elettorale. In Francia va fermato il terrorismo, di qualsiasi tipo esso sia. L'ultimo episodio lo scorso 23 aprile: un tunisino radicalizzato ha ucciso Stéphanie Monfermé, funzionaria di polizia. L'esecutivo ribadisce il proprio impegno nella lotta al debellamento del terrorismo: 36 attentati sarebbero stati sventati negli ultimi mesi, vanta l'Eliseo. 

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Il clima in Francia si fa però sempre più avvelenato. Sta facendo molto discutere il caso di Sarah Halimi, 65enne ebrea uccisa da un killer tunisino, di cui la Corte di Cassazione sembra aver preso le difese: "era sotto l'effetto di cannabis". I generali rivendicano una "visione realista" e sostengono che "la Francia è in pericolo, non c'è più tempo". Nella giornata di oggi, il governo francese annuncerà l'ampliamento dei mezzi d'intelligence introdotti nel 2015. Delle "scatole nere" permetteranno di intercettare "dati di connessione" ad hoc, in grado di indicare una minaccia da remoto.