La riforma dell’Rc Auto potrebbe arrivare già per la fine dell’inverno. Tutto parte dal Ddl Concorrenza, già approvato in Consiglio dei ministri e atteso in commissione Attività produttive alla Camera: all'interno una delega per riformare il settore assicurativo che però non scadrà dopo nove mesi, come previsto all’inizio, ma quattro mesi dopo l’entrata in vigore della legge. Ipotizzando un’approvazione del Ddl entro ottobre, la delega scadrebbe intorno alla fine di febbraio. I principali temi sul tavolo sono la riforma del bonus malus e il perfezionamento del risarcimento diretto.
Le novità però arriveranno non con l’approvazione del Ddl Concorrenza, che servirà a far partire il conto alla rovescia, ma tutte dopo. Una volta entrato in vigore il provvedimento, entro quattro mesi, il governo adotterà dei decreti legislativi per riformare il settore. Di conseguenza si stringono i tempi anche per Ivass e Antitrust, che lo scorso giugno avevano annunciato l’avvio di un’indagine conoscitiva proprio per approfondire e trovare una soluzione ai due nodi dell’Rc Auto. In genere, queste indagini durano molti mesi perché devono essere ascoltate tutte le parti in causa, ma questa volta i tempi sono contingentati. E questo si rivela fondamentale, visto che proprio Ivass e Antitrust potrebbero poi suggerire cosa cambiare, aggiungere o eliminare della normativa attuale.
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Arrivano importanti novità per i proprietari di automobili, moto e altri veicoli. Le nuove regole europee sull&rs...Il bonus malus, in particolare, è il sistema delle classi di merito, per cui un anno senza incidenti consente di salire di un livello, mentre un sinistro con colpa comporta la discesa di due. In base alla classe di merito, le compagnie stimano la rischiosità del cliente e decidono quali tariffe su misura da applicare: più alta è la classe, maggiore sarà il premio e viceversa. Oggi, però, il meccanismo sembra essersi inceppato: a 20 anni dall’approvazione della riforma Bersani, che ha consentito ai familiari conviventi di ottenere la stessa classe di merito di un altro componente, oggi molti automobilisti sono già in prima classe. Di conseguenza, le compagnie hanno difficoltà a utilizzare il bonus malus per stimare in modo preciso il rischio dei propri clienti. Di qui l'invenzione delle “classi interne”, un’altra graduatoria di rischiosità, in base alle informazioni che possiedono. Si tratterebbe, però, di classi non trasparenti. E ogni compagnia ha le proprie.
La novità su cui starebbe lavorando il governo, quindi, è di basare il bonus malus “su una più ampia disponibilità di informazioni e su metodologie di valutazione del rischio maggiormente evolute, in modo da meglio valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso relativo di alcune variabili indirette, e in particolare quella territoriale”.
Il risarcimento diretto, formula diventata obbligatoria per tutte le compagnie, comporta invece che la compagnia risarcisca il proprio cliente per poi farsi rimborsare dalla controparte, ma non per l’esatta somma della riparazione, bensì in base a tabelle prestabilite, i cosiddetti “forfait”. Di conseguenza, si possono creare squilibri che rischiano di distorcere il mercato. Il Ddl Concorrenza chiederà di legiferare per “perfezionare ed efficientare la procedura di risarcimento diretto, anche mediante la rivisitazione della metodologia di calcolo dei valori dei forfait a beneficio di una maggiore trasparenza e concorrenza, senza pregiudizio per la stabilità dei premi assicurativi”.




