Un errore sull’acconto Irpef ricalcolato con le vecchie aliquote Irpef più alte: lo ha ammesso il governo annunciando di voler “intervenire anche in via normativa per consentire l’applicazione delle nuove aliquote del 2025”. In un comunicato rilasciato dal ministero dell’Economia, in particolare, si parla di un intervento “in tempo utile per evitare aggravi” in sede di dichiarazione dei redditi. Secondo l'Agi, però, in questo modo si verrebbe a creare un buco da 250 milioni. Cifra però non confermata dal comunicato del ministero.
A denunciare l'errore nei giorni scorsi è stata la Cgil, secondo cui ci sarebbero state delle conseguenze importanti. Per il dicastero dell’Economia, invece, gli effetti sarebbero stati limitati ai soli lavoratori dipendenti titolari di altri redditi. Considerazione contestata dal sindacato rosso, che ritiene coinvolti pure autonomi e pensionati, anche senza altre entrate oltre a quelle di lavoro e pensione.
Tasse, in Toscana arriva la stangata Irpef: aumenti fino a 1000 euro
L’aumento dell’addizionale Irpef farà sentire i suoi effetti da quest’anno, con i toscani che s...Il caso, come spiega Repubblica, nasce da un decreto legislativo del dicembre 2023, con cui si riducevano da quattro a tre gli scaglioni dell’Irpef, con riduzione dell’aliquota dal 25 al 23% per i redditi tra 15 mila e 28 mila euro. E alzando le detrazioni da lavoro dipendente da 1.880 a 1.995 euro per redditi da lavoro dipendente fino a 15 mila euro. All’articolo 1 comma 4 di quel decreto si prevede anche – per gli anni 2024 e 2025 – di ricalcolare le dichiarazioni dei redditi con le vecchie aliquote e detrazioni per determinare se il contribuente è in debito col fisco e quindi deve un acconto. Un punto, questo, per cui Cgil teme un aggravio di tasse non dovute per milioni di contribuenti nel prossimo 730. Tasse che sarebbero restituite solo l’anno prossimo.
Alberto Gusmeroli, esponente della Lega e presidente della commissione Attività produttive della Camera, a Restart su Rai 3 ha spiegato: “Il governo interverrà per sistemare con tempestività la questione degli acconti Irpef in modo che vengano effettuati basandosi sul nuovo sistema a tre aliquote, superando il vecchio calcolo dell'acconto a quattro aliquote: nessun contribuente verrà così penalizzato”. E ancora: "È un evidente refuso determinato da un mancato coordinamento tra vecchie e nuove norme che verrà tempestivamente corretto dal governo, e comunque prima di qualsiasi versamento di giugno".