”Nessuno (o quasi) l’ha vista arrivare”, ma ormai la cinese Byd ha messo a segno una serie di risultati eccezionali che in pochi avrebbero pensato potessero essere centrati nel giro di pochi anni. Dal sorpasso di vendite già a fine 2023 nei confronti dell’americana Tesla; alla ricarica “Super e-Platform” svelata la scorsa settimana che in soli 5 minuti riesce a dare un’autonomia di 400 km alle vetture elettriche, fino agli incentivi esclusivi per l’Italia per rendere l’accesso all’elettrico ancora più conveniente. A tutto questo nelle scorse ore è arrivato un altro fondamentale sorpasso nei confronti del gigante mondiale delle auto elettriche creato da Elon Musk: Byd ha infatti lasciato indietro Tesla sul fronte del fatturato.
PRIMA PER FATTURATO
E a festeggiare è tutto il Dragone. Il gigante cinese delle vetture Bev, nel 2024, ha infatti registrato un utile netto record a 5.135,01 milioni di euro, con un aumento del 34% rispetto all’anno precedente e ricavi per 99,1 miliardi di dollari, il 30% in più rispetto al 2023. Con questo fatturato record, pari a circa 107 miliardi di dollari, ha superato il gruppo Tesla di proprietà di Elon Musk che, nel 2024, ha registrato ricavi pari a 97,7 miliardi di dollari. In più Byd ha consegnato all’incirca lo stesso numero di veicoli elettrici di Tesla negli ultimi 12 mesi: 1,79 milioni per il produttore a stelle e strisce contro 1,77 milioni per quello cinese. Inoltre, includendo tutte le altre vendite di veicoli plug-in, l’anno passato il numero di vendite è stato di 4,3 milioni, con un aumento del 41,3 per cento. I vertici di Byd hanno previsto di vendere tra i 5 e i 6 milioni di veicoli elettrici per quest’anno.
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Bandier* ross* la trionferà. Provate ad immaginare il contrario: ovvero se il ministro Valditara avesse imposto a...Insomma l’assalto della Cina all’industria automobilistica mondiale è rapido e furioso e, certo, non ammette pause di sorta. E i numeri del colosso delle vetture elettriche sono a dir poco spaventosi se confrontati con quelli europei: se oggi le aziende europee lavorano in media su 5 prototipi di nuove vetture contemporaneamente, Byd è impegnata su 30; se nell’Ue si depositano ogni giorno una quindicina di brevetti, Byd ne deposita 40, quasi il triplo. Il tutto grazie ad unesercito (110mila) ingegneri impegnati sullo sviluppo dei prodotti. Ancora. Se in Europa si progettano fabbriche per batterie al litio, la gigafactory cinese di Byd è invece già quasi pronta per la nuova tecnologia basata su batterie allo stato solido, basate sul fosfato.
Batterie innovative che non risentono delle temperature - sappiamo bene che il clima freddo fa scaricare in breve tempo quelle tradizionali - e che, al contrario di quelle al litio, non esplodono. Quindi anche sul fondamentale fronte delle batterie le case automobilistiche cinesi - foraggiate adeguatamente fin dal 2009 da Pechino per fare il passo verso l’elettrico sono già avanti anni luce. E poi c’è il capitolo degli stabilimenti: in Europa c’è quello ungherese - operativo dal prossimo ottobre- che a regime produrrà 300mila pezzi. A breve, poi - parliamo del primo trimestre 2026 - aprirà anche il sito in Turchia che, a regime, produrrà circa 200mila pezzi. E ora, come anticipato nei giorni scorsi direttamente da Alfredo Altavilla, Special Advisor Europa di Byd, sta per partire il processo di selezione del terzo stabilimento che terminerà entro quest’anno.
E tra i possibili candidati potrebbe anche esserci l’Italia. Sarebbe, se così andassero le cose, l’inizio di una nuova stagione dell’automotive per il Belpaese. Infine, è impossibile non parlare della mega fabbrica che sta prendendo forma (è nella fase 5 su 8) a Zhengzhou per cui i vertici aziendali hanno usato parte delle risorse provenienti dall’aumento di capitale di 5,2 miliardi di dollari nel marzo del 2024 e i cui lavori sono iniziati solo 18 mesi fa.
80MILA LAVORATORI
L’estensione della fabbrica è paragonabile a quella di una città: con i suoi circa 130 kmq, lo stabilimento è infatti più grande di città italiane come Torino, Napoli o Firenze. O, se vogliamo guardare all’estero, è grande quanto Liverpool e più grande di Manchester, Barcellona e san Francisco. Nello stabilimento targato Byd ci sono poi diverse tipologie di edifici. Oltre agli stabili pensati per la produzione di batterie, i magazzini e gli uffici, spuntano pure complessi residenziali, campi di tennis e piscine per i lavoratori. Non una fabbrica in città, ma una enorme “città-fabbrica”. Se all’inizio per ogni turno ci saranno circa 60mila operai, a regime si dovrebbe arrivare fino a 80mila. E tutto questo per far sì che Byd diventi - nel breve periodo vista la velocità con cui cresce - il secondo produttore auto elettriche al mondo.