Si allarga il buco generato dal reddito di cittadinanza grillino. Tutta colpa dell’ultima sentenza della Corte Costituzionale. Abrogata a decorrere dal 1° gennaio 2024, la misura - cavallo di battaglia del Movimento 5 Stelle - continua a produrre i suoi effetti sulle casse dello Stato. A maggior ragione ora che gli ermellini hanno definito il "reddito" non come un provvedimento assistenziale, non essendo diretto "a soddisfare un bisogno primario dell’individuo". Bensì "una misura di politica attiva per l’occupazione, di carattere temporaneo, soggetta a precisi obblighi e soprattutto a rigide condizionalità che, se disattese, determinano il venir meno del diritto alla prestazione, dice la Corte costituzionale, adeguandosi alla sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea" del 29 luglio 2024.
Ecco allora che si allargano i criteri di validazione del Rdc anche agli immigrati in Italia da meno di dieci anni: il termine si abbassa a cinque. Più nel dettaglio, la sentenza ha precisato che non può essere accolta la questione prospettata in via principale dal giudice rimettente, che porterebbe, in sostanza, ad annullare completamente il requisito di radicamento territoriale in base alla residenza, rendendo sufficiente solo quello, per i cittadini degli Stati membri, del diritto di soggiorno.
"In quest’ottica il gravoso termine del pregresso periodo decennale non appare ragionevolmente correlato alla funzionalità della misura e si pone in violazione dei principi di eguaglianza, di ragionevolezza e proporzionalità di cui all’articolo 3 della Costituzione. Ne consegue, concludono i giudici, che il termine decennale debba essere sostituito con quello di cinque anni, che si presenta, per diverse ragioni, come una grandezza pre-data idonea a costituire un punto di riferimento presente nell’ordinamento". Ma come si è arrivati a tutto questo? Il ricorso è stato presentato da due donne accusate di aver falsato i propri dati sulla residenza in Italia pur di ottenere il Reddito.
"La cosa per me oggi fondamentale è quella che era dieci anni fa. La prima cosa che ho fatto è stata aumentare i salari con l'operazione degli 80€", le parole di Matteo Renzi in diretta su Twitch da Ivan Grieco. Poco prima su Sky, il leader di Italia Viva si è invece soffermato sul burrascoso divorzio da Carlo Calenda: "Noi abbiamo solo chiesto di sapere se si vuole stare nello stesso gruppo. Condividiamo il futuro, sì o no? Io domando a quelli di Azione 'volete stare nella lista insieme oppure no?'. Il primo punto per un futuro insieme è la lista alle europee. Secondo punto, vogliamo continuare gli attacchi personali? Se dobbiamo vivere un percorso insieme e io dalla mattina alla sera penso che tu sia un delinquente, un manigoldo, un mostro... Non si sta insieme":
Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev
In conferenza stampa la premier Meloni parla di provvedimenti contenuti nel Dl Alluvioni approvato dal Cdm. "Sospensione dei termini relativi agli adempimenti tributari e contributivi fino al 31 agosto. Per i mutui fa fede il protocollo d'intesa tra governo e Abi per la sospensione in caso di eventi calamitosi", ha spiegato.