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Stellantis, sei anni fa moriva Marchionne: oggi il gruppo affonda nel silenzio degli Elkann

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Sei anni fa, il 25 luglio del 2018, moriva Sergio Marchionne, artefice dello spettacolare salvataggio della carcassa della Fiat, dell’incredibile acquisto di Chrysler - il mito dell’automobile americana - e della fortuna degli eredi della famiglia Agnelli. I suoi nemici (erano tanti, nessuno intelligente) tirarono un sospiro di sollievo, ma chi lo conosceva sapeva che la scomparsa dell’uomo “made in Chieti” sarebbe stato un evento disastroso per il futuro dell’automobile italiana. Il passaggio del timone della casa di Torino a Parigi è avvenuto in sua assenza e non è casuale, come l’arrivo di Carlos Tavares, manager agli antipodi rispetto a Marchionne, un franco-portoghese alieno rispetto all’Italia. Gli uomini spesso sono le cose e le cose forgiano gli uomini, nel caso di Marchionne egli era cuore e mente dell’azienda, l’italiano più cittadino del mondo, cresciuto alla scuola americana, e più attaccato al sogno e alla concretezza del Belpaese. (...)

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