Tasi, gli immobili della Chiesa sono esentati

di Giulio Bucchidomenica 9 marzo 2014
Tasi, gli immobili della Chiesa sono esentati
2' di lettura

Nulla cambia per gli immobili della Chiesa, che restano esenti dal pagamento della Tasi così come era per l'Imu. E’ stato sciolto il nodo e nella bozza definitiva del decreto legge varato la settimana scorsa dal Consiglio dei Ministri è previsto che l'esenzione si applicherà alle sole parti dell’immobile che vengono utilizzate per lo svolgimento delle attività meritevoli, con modalità non commerciali. Resta ferma l'esenzione per i 25 immobili della Santa Sede, esentati grazie all’ex-territorialità garantita dai Patti Lateranensi. Il decreto, bollinato dalla Ragioneria dello Stato, dovrebbe essere pubblicato in Gazzetta ufficiale stasera. Nel dettaglio, il decreto prevede che i Comuni potranno procedere a un ulteriore aumento fino allo 0,8 per mille delle aliquote Tasi "a condizione che siano finanziate" detrazioni d’imposta o altre misure relative alle abitazioni principali e alle unità immobiliari a esse equiparate tali da generare effetti equivalenti a quelli dell'Imu. Il Comune stabilisce le scadenze di pagamento della Tari e della Tasi prevedendo di norma almeno due rate a scadenza semestrale e in modo anche differenziato con riferimento alla Tari e alla Tasi. Resta consentito il pagamento in un'unica soluzione entro il 16 giugno di ciascun anno. Il versamento dovrà avvenire tramite modello F24 o bollettino postale. E' previsto un contributo a favore dei Comuni di 625 milioni di euro per il 2014. Si rimanda inoltre a un decreto del ministro dell’Economia, di concerto con il ministro dell’Interno, per l'individuazione della quota del contributo di spettanza di ciascun comune, tenendo conto dei gettiti standard ed effettivi dell'Imu e della Tasi.