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Il mio parrucchiere è differente
Riccio Capriccio lancia corsi per insegnare a giovani un mestiere

Alessandra Pucci, ancora lei. Stavolta se n'è inventata un'altra. Un progetto unico, nel suo genere, che rende Riccio Capriccio, salone da parrucchieri di via San Giovanni in Laterano a Roma, un posto speciale. Si è messa in testa (è il caso di dirlo) di aiutare ragazze e ragazzi, giovani italiani e non, a integrarsi, a imparare un lavoro, a inserirsi socialmente. Aiutiamoli a casa loro dice qualcuno, certo. Ma quando sono già venuti qui e affollano i centri di accoglienza fissando le pareti grigie di una stanza-dormitorio e non puoi più rimandarli indietro, c'è un solo modo per evitare che si perdano buttando via loro vita: farli lavorare. O, almeno, dare a loro gli strumenti per imparare qualcosa. Alessandra è una che tende la mano e poiché di esperienza nel suo campo ne ha accumulata parecchia, ha deciso con il suo staff di avere nel suo negozio per otto settimane 6 under 25 prescelti tra i tanti, che si sono proposti, ai quali far fare una sorta di tirocinio, lezioni teoriche e pratiche, per diventare apprendista nel salone di bellezza. Puntando sulla cura di sé, sul rispetto per l'ambiente, sull'entusiasmo di lavorare in un team e quella di Riccio Capriccio è, di sicuro, una squadra variegata, colorata e piena di vitalità. C'è Laura Towers, inglese, biondissima, emigrata a Roma per amore, che taglia così bene i capelli da essere lei, insieme alla titolare Alessandra, l'ideatrice del progetto che si chiama GoAhead e segue un po' la precedente iniziativa "Il taglio solidale" del 2013, quando nel salone un giorno alla settimana era dedicato a coccolare chi non poteva permetterselo, perché era disoccupata o in cassa integrazione o troppo in difficoltà per andare da un hair-stylist a farsi fare una piega come si deve. Adesso, invece, l'allegra banda di Riccio (multietnica, controcorrente, disponibile alle novità, un mix di brasiliane, veneti e pugliesi, più un gatto senza pelo che si aggira ogni tanto e un incrocio di pittbull più mansueto di un micio) ha pensato all'integrazione di giovani donne e uomini partendo dal mondo del lavoro. Senza filtri. Con una grande apertura mentale, e di testa, che rende questo posto speciale.
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La Postina con Zanellato diventa Dotta
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