Assalto dei centri sociali alla festa leghista

di Fabio Rubinimercoledì 19 marzo 2025
Assalto dei centri sociali alla festa leghista
3' di lettura

A Milano ci sono zone in cui sta diventando un problema organizzare una serata tra amici per bersi una birra e intanto manifestare la propria contrarietà alle politiche della giunta guidata da Beppe Sala. Uno di questi luoghi è quello della Darsena e della vicina via Gola, dove vige la legge della criminalità straniera e dei “bravi ragazzi” del centro sociale “Cuore in Gola”.
Tralasciando per quest’occasione l’esasperazione dei residenti, che dopo una certa ora preferiscono barricarsi in casa onde evitare incontri sgraditi, la nostra attenzione si focalizza sull’ultima impresa degli antagonisti.


LA CRONOLOGIA

Lunedì sera la Lega giovani, come ogni anno, festeggia la notte di San Patrizio. Lo fa con un pizzico di ironia: un volantino con lo slogan “Bevi una pinta, dimentica la giunta” e un banchetto sui Navigli per raccogliere adesioni al movimento e scambiare due chiacchiere con la gente. Insomma, fare politica. Tutto procede per il meglio fino a quando un ragazzo passa accanto ai leghisti, scatta delle foto, grida un paio d’insulti e se ne va. Una ventina di minuti dopo ecco spuntare una trentina di antagonisti con uno striscione fatto sul momento: “San Patrizio, Santa Lucia, via gli sbirri, la Lega e la polizia”. Urlano insulti, accendono qualche fumogeno, lanciano una manciata di petardi. Per fortuna a presidiare il banchetto della Lega c’era una camionetta dei carabinieri che prova a tenere la situazione sotto controllo. Nel frattempo in zona arrivano anche due blindati della Polizia con gli agenti in tenuta antisommossa e gli antagonisti battono in ritirata. La situazione sembra tornare alla normalità, ma un’oretta più tardi, ecco che poliziotti e carabinieri tornano a schierarsi e verso le 23.00 riecco gli antagonisti di nero vestiti che provano a prendere alle spalle le forze dell’ordine e s’avvicinano pericolosamente ai ragazzi della Lega, che a quel punto vengono fatti oggetto di lancio di uova. Parte anche qualche calcio. Poi la nuova carica della Polizia li disperde definitivamente. I leghisti, conclusa la serata, richiudono il gazebo e se ne vanno. Ma con l’amaro in bocca per non aver potuto esercitare appieno il loro diritto a manifestare. «Siamo stati vilmente attaccati dai centri sociali - spiega Alessandro Verri, capogruppo della Lega in Comune e segretario dei giovani lombardi -. Riteniamo inaccettabile qualsiasi forma di intimidazione o violenza che limiti la libertà di espressione e il diritto al confronto politico. Milano deve tornare ad essere un luogo sicuro».

«MILANO RIALZATI»
Preoccupato, ma combattivo, anche il coordinatore cittadino dei giovani della Lega, Andrea Poledrelli: «Abbiamo organizzato semplicemente un gazebo notturno per intercettare le fasce giovanili dopo tutti i disastri che l’amministrazione Sala ha causato. Come quello del “Salva Milano” o come il pasticcio sulla sicurezza, che ha reso la nostra città la più insicura del Paese. Come milanesi vogliamo rialzarci e manifestare il nostro dispiacere nel vedere la nostra città ridotta così». Poledrelli prosegue nel racconto: «Ma sono arrivati i ragazzi del centro sociale di via Gola, ovviamente in maniera non pacifica. Sono arrivate decine di giovani con manifesti, striscioni, bombe carta, fumogeni, intervenendo due volte. La prima la Polizia li ha contenuti, mentre la seconda volta si sono avvicinanti e ci hanno lanciato delle uova». «Come Lega giovani - concludono all’unisono i due esponenti del Carroccio- chiederemo al sindaco Sala di attuare un piano per sgomberare tutti i centri sociali, luoghi di criminalità e degrado». Ad accendere ancora di più gli animi in tema di sicurezza, c’è poi la nota del Comune sul futuro del centro sociale Leoncavallo, nella quale si legge che Palazzo Marino vuole «trovare una soluzione pragmatica (all’occupazione illegale del Leonka, ndr), che nel rispetto delle norme, salvaguardi l’esperienza, la storia e l’evoluzione che il centro sociale Leoncavallo ha vissuto negli ultimi anni». Una nota che nasce dalla presentazione di una manifestazione d’intesse dell’associazione “Mamme antifasciste del Leoncavallo”. E che ha fatto infuriare il centrodestra. Ma questa è un’altra storia.