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Delmastro smaschera le toghe rosse: sciopero con orario pagato, "sono miserie dell'umanità"

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"Lo sciopero è legittimo, così come lo è per il Governo procedere con le riforme". Nel giorno della serrata delle toghe indetta dall'Associazione nazionale magistrati contro il governo di Giorgia Meloni, la riforma della giustizia e la separazione delle carriere fortemente voluta dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, è Andrea Delmastro a intervenire rispondendo, di fatto, alla giustizia politicizzata. E le parole del sottosegretario alla Giustizia ed esponente di Fratelli d'Italia sono tanto più importanti considerando quanto successo pochi giorni fa, con la sua condanna a 8 mesi per rivelazione di segreti d'ufficio in relazione al caso Cospito. Piccolo dettaglio: per lui il pm aveva chiesto l'assoluzione.

"Un dato positivo è che il nuovo Presidente cerchi il dialogo, perché le riforme non sono fatte per spirito di rivalsa - afferma Delmastro in una intervista al Tempo, riferendosi al neo-presidente dell'Anm Cesare Parodi - ma per aiutare la magistratura a ritrovare l'onorabilità che le spetta". E sostiene che "la riforma costituzionale è quanto di più costituzionale ci sia. Invocare la Costituzione è strumentale", "la stragrande maggioranza dei magistrati vuole solo fare il proprio lavoro e ottenere i posti direttivi per merito e non per affiliazione. Vogliamo contrastare il potere delle correnti e l'intreccio fra politica e magistratura. E quando parliamo di sorteggio, è dei togati e dei laici. Mai più la politica che si intreccia con la magistratura. Questo servirà a ridare equilibrio ai poteri e autonomia sia alla magistratura che alla politica, cosa che oggi non c'è".

 

 

 

Le udienze urgenti oggi, però si stanno tenendo per forza perché inderogabili. C'è chi ha aderito allo sciopero con al contempo l'orario pagato. "Queste sono miserie dell'umanità perché mescolano la dimensione politica con il lato economico", taglia corto Delmastro, che sulla sua condanna riflette: "Non mi ha convinto il Tribunale, la Procura della Repubblica che ha chiesto per ben tre volte la mia assoluzione. Credo di essere entrato nel Guinness dei primati. Troverò il mio giudice a Berlino, perché continuo a confidare nella magistratura nonostante alcuni giudici".

 

 

 

"Rispetto quel 95% di giudici che tutti i giorni fanno il loro dovere", conclude, "da Palamara in avanti qualche problema è emerso, ma non ho scritto io quel libro e non mi pare che lui sia stato querelato. Non ho scritto io una mail in cui un magistrato dice che Meloni è un problema perché non ha scheletri nell'armadio". 

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