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Elly Schlein, l'ultimo sciacallaggio è sulla spiaggia di Cutro: "Governo colpevole"
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Una sceneggiata mancava da qualche ora. Et voilà, astinenza finita. Schlein e il caravanserraglio dem stavolta hanno scelto un palcoscenico plein air, la spiaggia di Steccato di Cutro, dove a qualche centinaia di metri, nella notte tra il 25 e il 26 febbraio 2023, morirono in un naufragio un centinaio di migranti: il numero preciso non s’è mai saputo. Di quella tragedia ovviamente il Pd accusa il governo “delle destre”, ed è inutile ricordare a Elly e compagni che sotto i governi non eletti dem c’è stato il record di sbarchi e di conseguenza, purtroppo, pure quello di morti in mare. Riportiamo lo stesso alcuni dati: nel 2016 sono sbarcate clandestinamente 181.436 persone, mai così tante, e nel Mediterraneo centrale ne sono annegate 4.574, mai così tante.
Nel 2018, coi “decreti Salvini” firmati anche dai grillini che poi passati col Pd li hanno smontati, erano arrivati 23.370 irregolari, e i morti erano scesi a 1.314. Torniamo allo sciacallaggio democratico.
A capo, si capisce, la segretaria: «Stiamo ancora facendo la domanda che facevamo due anni fa, e la domanda è molto semplice, perché non sono partiti i mezzi adeguati? Perché non è partita la guardia costiera?», ha continuato Elly. «La magistratura sta facendo il suo lavoro», ha riattaccato il disco, «ma c’è una domanda politica che ancora aspetta risposta per queste vittime e per i familiari che ancora oggi qui chiedono giustizia. È stato importante riabbracciare anche i pescatori che hanno tirato fuori i corpi dall’acqua. Noi», ha concluso la Schlein, «continueremo a insistere per la piena verità e giustizia e continueremo a essere al loro fianco per tenere questo rispetto a quella che è stata una strage». La verità processuale intanto non ha dato alcuna colpa al governo.
Schlein, fuga dalla realtà: le priorità di Elly nel Paese delle meraviglie
Accanto alla Schlein l’onnipresente (quando c’è da attaccare il governo) Sandro Ruotolo, il baffo armato del Pd, che però stavolta non le ha sparate, o almeno non è stato ripreso dalle agenzie di stampa. A distanza, via Facebook, è invece intervenuto Nicola Fratoianni, il capo di Sinistra Italiana: «Due anni dalla strage di Cutro in cui cento persone hanno perso la vita e il governo italiano ha perso faccia e dignità. Non hanno potuto salvare quelle persone a causa delle “regole d’ingaggio” ministeriali, che hanno bloccato l’iniziativa della capitaneria di porto». Vale la stesso principio: dal processo non è emerso nulla, ma il giudice Fratoianni, come tutte le opposizioni, ha emesso la sentenza. Il Fratoianni non s’è accontentato: «È stato un disastro dovuto alla brutalità di una politica cinica sulla pelle dei più deboli». Irrompe la Cgil. La Cgil: e cosa c’entra? Nulla, ma ormai il sindacato che dovrebbe occuparsi di lavoratori s’è ridotto a costola del Pd, e son soddisfazioni: «Il governo», ha tuonato la segretaria confederale Maria Grazia Gabrielli, «conferma il carattere repressivo e punitivo delle politiche sull’immigrazione. Anziché prevedere corridoi umanitari e realizzare una riforma degli strumenti d’ingresso (non dite nulla al sindacato del “decreto flussi”, ndr), è andata avanti la Cgil, «il governo si è affrettato a varare il decreto Cutro». Hanno strillato pure i 5Stelle, gli stessi che mentre governavano con la Lega rivendicavano la stretta all’immigrazione clandestina.
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Testimone involontario: un ottimo film con meno successo di quel che meritava
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