L'ex ministro

Giulio Tremonti, l'accusa dopo il voto in Germania: "Lo dico da 20 anni, ammettete gli errori". Chi ha sbagliato tutto

I vertici di Afd "sono politicamente estremi, i loro elettori no. La Germania sta attraversando una gravissima crisi economica che non riguarda solo l’auto. È la fine di un modello durato anche troppo: esporta in Cina, compra gas a basso costo dalla Russia, la difesa garantita dagli americani". Lo afferma in un’intervista alla Stampa il presidente della commissione Esteri della Camera Giulio Tremonti. Rispetto alla Grande Coalizione "si sta realizzando una dinamica che nella politica tedesca è classica. I partiti si presentano divisi davanti agli elettori, dopo si uniscono: oggi vince la combinazione tra cristiano-democratici e socialisti. È un’indicazione di stabilità positiva per l’Europa, la fine dell’ipotesi di un sovvertimento totale. C’è la possibilità di dare una risposta politica che permetta di assorbire le ragioni di chi si è rivolto alle forze estreme", spiega. "Ho sempre pensato e detto che Merkel più che una leader è stata una follower" ma "ora Merz ha l’opportunità di recuperare la leadership in Europa", prosegue l’ex ministro delle Finanze.

Secondo Tremonti inoltre "lo spazio per un ruolo importante dell’Italia c’è, non è detto si debba tornare al duopolio franco-tedesco". In Germania intanto "la crisi è gravissima anche perché finora abbiamo visto la manifattura tedesca eccellere nella meccanica e nella chimica, non nell’elettronica. Le auto di domani sono un computer con le ruote, e la tecnologia è in mano ad americani e cinesi".

 

 

 

"Io queste cose - conclude Tremonti - le dico da almeno vent’anni, per altri dovrebbe essere arrivato il momento di ammettere gli errori. La Cina ha i suoi problemi, ma è un concorrente, non un cliente. In ogni caso: in Europa siamo soffocati dall’eccesso di regole".