Fano, "suicidio" del sindaco: installa l'autovelox, prende 6 multe, firma per toglierlo

di Claudia Osmettimercoledì 6 settembre 2023
Fano, "suicidio" del sindaco: installa l'autovelox, prende 6 multe, firma per toglierlo
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Contrordine, compagni. Prendi Massimo Seri, che è il sindaco di Fano, circa 60mila abitanti in provincia di Pesaro, nelle Marche, e giuda un’amministrazione di centrosinistra. Una di quelle in cui il partito democratico ci ha messo la faccia, anzi la lista, quando è stato eletto nel 2019. Una vita fa. Adesso c’è la sinistra ecologista, della lotta alle auto, del mondo green: lo conosciamo a memoria il ritornello. E guardalo lì, oggi, Seri, che ha cinquantotto anni e te lo ritrovi spesso in sella a uno scooter grigio metallizzato. È diventato “vittima di se stesso”, il sindaco di Fano. Nel senso che è stato proprio lui a volere, chiedere e installare l’autovelox di Cuccurano che di verbali ne macina a migliaia (nei primi dieci mesi del 2022, a Fano, rispetto allo stesso periodo dell’anno prima, i vigili hanno protocollato 9.550 infrazioni contro le 157 del 2021, un aumento di quasi il 6mila per cento: e non sarà solo l’autovelox, però il dato resta emblematico) e si ritrova, a fine estate 2023, a dover pagare circa 1.500 euro per (almeno) sei multe, collezionate in meno di dodici mesi.

Di più, in una recente intervista all’edizione locale del quotidiano Il resto del Carlino lo dice papale papale, Seri. Dice: «Una persona che è stata multata mi ha detto che farà una petizione contro l’installazione dell’autovelox. Pensava di farmi un dispetto. Le ho risposto che sono pronto a firmala anch’io». Ora, auto-ironia a parte (che serve pure quella e vivaiddio quando c’è, chi si prende troppo sul serio non va da nessuna parte): la cosa ci lascia col sorriso sulle labbra e anche con la fronte aggrottata. Ma come? Già, nemmeno i primi cittadini sono esenti dalle multe. Già, il limite di velocità vale per tutti. Già, pure i punti della patente si sforbiciano senza colpo ferire («Ne avevo una trentina, ora penso di essere intorno ai quindici o ai venti, ma non saprei dire con precisione»). Però, ecco. È che le regole della strada servono per la nostra sicurezza (e su questo non ci piove), ma quando ci si fa prendere un po’ la mano, che la cassa del Comune (mica solo quello di Fano, sia chiaro: l’antifona vale per mezza Italia e pure per l’altra metà) piange, poi il rischio è che finisca a una barzelletta. Tutta racchiusa nel «sono pronto a firmala anch’io», quella petizione contro la misura che è stata una mia idea.


Per il resto, il sindaco Massimo Seri è una persona come tutte e gli va riconosciuto: «Quando parto da casa con la moto ripasso mentalmente quello che dovrò fare in giornata. Gli incontri, i problemi, gli appuntamenti. L’unica cosa che guardo o a cui penso è l’autovelox». Ma va? Stai lì, acceleri il giusto, magari ti scappa il piede sul pedale e anche di poco (o dai più gas alla manopola della moto, come in questo caso) e «spesso me ne accorgo un metro dopo essere transitato. Guardo il tachimetro e sono sui sessanta chilometri orari». Quindi oltre il limite. Di poco, di pochissimo. Ma tanto vale per vedersi recapitare a casa il verbale e, poi, passare alla municipale con la carta di credito in mano. (Tra parentesi: Sani mica è stato pizzicato solo sull’autovelox, lo hanno multato anche per aver parcheggiato dove non si poteva ed essere entrato nella ztl senza autorizzazione. Le multe, tutte, le ha pagate in tempo. Ci mancherebbe giusto il contrario, chiusa parentesi). 

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