Zelensky, la vergogna di Vauro: "Fin da quando era bambino..."

martedì 21 giugno 2022
 Vauro Senesi

 Vauro Senesi

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Mettetevi nei panni di Volodymyr Zelensky: da un giorno all'altro si ritrova l'Ucraina invasa dai carri armati russi. E ora mettetevi in quelli dI Vauro Senesi e fregatevene di tutto quello che è accaduto fino a oggi, Il popolo dell'ex comico, in oltre 100 giorni di guerra, non accenna tentennamenti: resistere al nemico, costi quel che costi. Cosa fare? Secondo la logica ucraina, il presidente per non tradire i suoi elettori (e non solo quelli) ha un obbligo morale, far sì che i resistenti (che la sinistra italiana fatica a chiamare partigiani, ma vabbè) abbiano qualcosa in mano per difendersi, siano essi esercito regolare o truppe di volontari civili.

 

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I pacifisti di casa nostra però sono sicuri: dovrebbe arrendersi, perché deve sapere in cuor suo che gli ucraini non hanno alcuna speranza di  spuntarla. Il non detto, che per Kiev è però il cuore della questione, è che il governo ucraino dovrebbe dunque accettare di sedersi a tavolino ratificando, subito, le conquiste territoriali di Vladimir Putin e lasciare a Mosca buona fetta, se non tutta, della costa affacciata su Mar Nero e Mar d'Azov, oltre all'intero territorio dell'Est. 


L'ultimo sfregio di Vauro a Zelensky: guarda qui la vignetta del Fatto


Al calduccio (o chissà. al fresco dell'aria condizionata o del ventilatore) del suo ufficio, il buon Vauro può dunque permettersi pure il lusso di sbeffeggiare il mai digerito Zelensky. Troppo "americano", troppo filo-Nato, troppo attratto dalla retorica della guerra. E pazienza se la guerra in Ucraina lui la sta subendo e non l'ha dichiarata. E così, sul Fatto quotidiano, ecco la vignetta-sfregio della matita armata del direttore Marco Travaglio, tornato in grande spolvero sposando le posizioni del vecchio amico Michele Santoro. Un Zelensky versione bebè, incalzato dai genitori a dire "mamma" e "papà", pronuncia invece una sola parola, ossessivamente: "Armi". "Passarono gli anni - è il commento di Vauro - ma non imparò a dire altro". Chissà, magari la colpa è anche del suo vicino di casa, al Cremlino.

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