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Fabio Tuiach licenziato, "ecco cosa c'è dietro davvero": la teoria del complotto del leader no-vax
Risultava in malattia e invece era in piazza a protestare contro il Green pass. Per questo Fabio Tuiach, già noto alle cronache, è stato licenziato. L'ex pugile e consigliere comunale della Lega e Forza Nuova era sceso a fianco dei portuali di Trieste, che manifestavano contro il certificato verde. Lo ha fatto però dopo aver chiesto al medico di stare a casa dal lavoro, perché era sotto choc per le botte prese il giorno prima durante le contestazioni al porto.
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"Ufficialmente ero in malattia - aveva commentato la notizia -, se sono sceso in piazza non l'ho fatto negli orari in cui avevo l'obbligo di restare a casa per le visite fiscali". Una giustificazione che non ha fatto cambiare idea all'azienda, indignata anche per il gilet giallo indossato da Tuiach con il nome della fabbrica. Da qui la lettera dall'Agenzia per il lavoro portuale di Trieste arrivata giovedì 11 novembre, che lo ha licenziato per giusta causa.
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Non ci sta il No Green pass: "L'avvocato - dice Tuiach - per fortuna mi ha tirato su, mi ha detto che ci sono ottime possibilità che io venga reintegrato. Per fortuna, perché mia moglie era disperata. L'avvocato, però, mi ha anche detto che è meglio non parli più. Però devo dirlo: questa è una dittatura, mi fa paura più del fascismo". Poi la sua teoria dietro il licenziamento: "Ho bisogno di lavorare, ho cinque figli. Sono sicuro che hanno colpito me per dare il segnale che chi manifesta viene punito".
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