Uno scontro di nicchia si sta consumando tra il Popolo della Famiglia e il Partito Gay, con quest’ultimo che si è vantato dei dieci consiglieri comunali eletti nell’ultima tornata elettorale. Dagospia ci ha messo il carico, facendo risentire Mario Adinolfi per aver sottolineato che a Roma il candidato del Partito Gay, Fabrizio Marrazzo, ha preso una manciata di voti in più di Fabiola Cenciotti, proposta invece dal Popolo della Famiglia.
Giuseppe Conte, la frase sbagliata? Vittorio Sgarbi lo umilia: "Sì, per andare a zappare". Tutto da godere
Vittorio Sgarbi è un fiume in piena. Chiusa la tornata elettorale (eccetto i ballottaggi per Roma), il risultato ...In entrambi i casi si tratta di percentuali sullo zero-virgola, ma Adinolfi si è comunque tuffato nella polemica, scrivendo una lettera al sito di Roberto D’Agostino: “Mi chiedo perché non si sia confrontato il dato di Napoli dove noi abbiamo presi più di ottomila e loro novecento ma, si sa, così va il mondo e la narrazione a senso unico”. In particolare il fondatore del Popolo della Famiglia si è risentito per quel “smetti con la politica e torna a giocare a poker” con cui Dagospia l’ha provocato.
Otto e Mezzo, la profezia di Massimo Cacciari gela Lilli Gruber: "Lui il prossimo premier". Piddino? No, centrodestra...
"Giorgia Meloni e Matteo Salvini farebbero fatica a interloquire con i poteri europei". Massimo Cacciari guard...Lui ha risposto tirando in ballo anche Fedez, uno dei suoi nemici giurati: “Non mi ritiro perché se non ci fosse il Popolo della Famiglia non ci sarebbe nessuno capace di dire alle elezioni in faccia ai Cappato e ai Fedez no all’aborto, no all’eutanasia, no alla droga libera, sì al diritto universale a nascere, si al reddito di maternità, sì all’investimento sulla famiglia e sui figli”.