Il voto contro Matteo Salvini per mandarlo a processo sul caso Open Arms è un chiaro esempio di uso della giustizia per far fuori gli avversari. Lo crede Bruno Vespa che, dopo il sì del Senato contro il leader della Lega, commenta: "L'eliminazione dell'avversario politico per via giudiziaria fa parte da trent'anni di una consolidata tradizione italiana". Tradizione - scrive il conduttore di Porta a Porta sul Giorno - che passa da Tangentopoli, a Berlusconi, fino a Banca Etruria. "Le intercettazioni del caso Palamara dimostrano l'orientamento di alcuni magistrati di farsi braccio armato di quella solida frazione politica (sempre la stessa) che a ogni costo vuole impedire il ritorno della destra al potere, considerato sconveniente per l'ordine democratico, al di là della volontà degli elettori".
Open Arms, Nicola Porro attacca Matteo Renzi: "In Italia Viva garantisti veri e spedite Salvini alla sbarra?"
Cosa ne pensa Nicola Porro del rinvio a giudizio di Matteo Salvini per "sequestro di persona" nell'ambito ...Ma il sì al processo sul caso Open Arms ha anche un altro componente che è stato a dir poco fatale: Matteo Renzi. "L'ennesima capriola di Renzi (contro il processo in commissione, a favore in aula) non deve stupire". Per Vespa non è solo frutto del "carattere movimentista della persona". A mettersi in mezzo anche "un affare politico". "Le condizioni politiche - prosegue - sono mutate: quattro presidenze di commissioni parlamentari valgono bene una messa". In parole povere Renzi sarebbe stato disposto a tutto pur di raggiungere l'alto obiettivo. E chissà se l'esecutivo, già alle prese con i suoi di problemi, sarà giovato o meno dalla decisione. Una cosa è certa: per Vespa Salvini deve andare oltre il tema migranti. Almeno se vuole tornare a crescere.