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Bologna, caccia all'automobilista: con sei telecamere più di 200mila multe

Andrea Muzzolon
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Bologna non molla la sua crociata contro le auto (e quindi i cittadini che le guidano). Dopo che l’amministrazione guidata dal piddino Matteo Lepore aveva trasformato il capoluogo emiliano in una grande “zona 30”, imponendo il limite minimo di velocità, in giunta già si sfregavano le mani all’idea di tappezzare le vie di autovelox pronti a multare chi si sarebbe azzardato ad andare poco più veloce del passo d’uomo. Ma, con loro grande rammarico, così non è stato: la riforma del codice della strada voluta dal ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha infatti imposto come limite minimo rilevabile quello dei 50km/h.

Cosa fare quindi? Ovviamente continuare l’assalto agli automobilisti con i mezzi consentiti. E così, l’estate scorsa, ecco comparire quattro nuovissimi autovelox a presidiare le strade cittadine. I risultati sono stati incredibili. Non per numero di incidenti sventati, certo, ma per contravvenzioni erogate. La flotta di appena sei telecamere ha macinato la cifra record di 200mila multe nel 2024. Ma attenzione, va ricordato che quattro dei dispositivi sono in funzione da solo sei mesi. E, nonostante il minor tempo a disposizione per falcidiare i veicoli, il solo autovelox di via Togliatti ha scattato ben 92.623 foto alle targhe; 468 multe in ognuno dei 198 giorni di funzionamento, 19 all’ora. Cifre che fanno impallidire la già assai prolifera telecamera di via Stalingrado che, in seconda posizione, si è fermata a 56.411 contravvenzioni in un anno. Terzo un’altra new entry: il misuratore di velocità di viale Cavina, con un ruolino di marcia da 302 multe ogni 24 ore si ferma a 55.609 multe in sei mesi.

 

 

 

Dati allarmanti che, sommati all’inasprimento delle pene per chi infrange i limiti, rischiano di mettere in ginocchio i guidatori. Anche perché, nel nuovo codice è stata implementata la sospensione della patente da 15 a 30 giorni con una doppia infrazione all’interno del centro abitato nel corso di un anno. Pare chiarissimo quindi che l’obiettivo dei nuovi autovelox sia semplicemente emettere multe per scoraggiare chi guida. E, ad avvalorare questa tesi, era stato anche l’Osservatorio regionale sulla sicurezza stradale, con l’ex presidente Mauro Sorbi che aveva evidenziato come i nuovi velox «non faranno diminuire il numero di incidenti». Risultato? Dopo un serrato botta e risposta con gli esponenti del Pd locale e tensioni che si portavano avanti da mesi, il nuovo governatore Michele De Pascale ha dato il benservito a Sorbi. «Sulla mia mancata nomina pesa molto una cieca ideologia di chi conosce una sola regola: o con me o contro di me», era stato il commento dopo l’allontanamento.

Un piantagrane in meno per il sistema rosso che gestisce le strade emiliano-romagnole. E ora a Bologna non hanno intenzione di fermarsi: non contenti delle migliaia di multe, il Comune ha annunciato di volersi appellare contro i ricorsi accolti dai magistrati che hanno stracciato alcune contravvenzioni. Lotta dura, senza quartiere. I cittadini sono avvisati.

 

 

 

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