Lo studio
Il colore dell'auto al passo coi tempi: ecco perché ora va il bianco
"Allestimento lounge, se possibile con motore termico, ibrida magari che mi evito le prossime mannaie del sindaco Sala, e poi il colore...". Bum, gelo in concessionaria. Sulla variabile cromatica dell'auto nuova si consuma sempre uno psicodramma. Si chiede al partner, si cerca nei ricordi da bambini, si scava nei sogni: qual è il colore giusto per la mia auto? Grigio? Nero? Bianco? O magari meglio un pastello? E poi opaco o metallizzato? A far luce sulle scelte arriva lo studio della Basf, una delle aziende più importanti al mondo nella produzione di coloranti. Partiamo da una certezza: i colori come nero e bianco sono in leggera ritirata su scala mondiale.
Stiamo entrando in una nuova fase in cui a farla da padrone è il beige, almeno così dicono gli esperti del settore. Storicamente abbiamo assistito al trionfo dei colori pastello negli anni Cinquanta e Sessanta per poi passare ai colori piuttosto accesi degli anni Settanta. Poi la valanga del metallizzato che ha dominato per tutti gli anni Ottanta e tutti gli anni Novanta (ricordate le Lancia Thema verde bosco o magari una Croma grigia luccicante?). Poi negli anni Duemila un monologo di nero prima e del bianco poi, uno dei colori ancora in cima alle preferenze di chi acquista un auto. Ma come ci rivela la ricerca della Basf, non date mai per morto il grigio. Infatti sia nel Nord che nel Sud America va segnalato un aumento del 10 per cento di veicoli a tinta grigia negli ultimi anni, con un vero e proprio boom (+20 per cento) nell'anno 2024. Il bianco invece è in ritirata dall'altra parte dell'Oceano con un calo di 5 punti percentuali ma pur sempre con un dominio del 29 per cento del mercato. Ma adesso andiamo a casa nostra, nel mercato europeo. Qui cosa succede? Quali colori dominano? In vetta ci sono tre colori davvero classici: il bianco, il grigio e il nero. Ma è proprio il grigio che in Europa viene declinato in tutte le sue sfumature, sono più di cinquanta, perché viene percepito come un colore raffinato e soprattutto versatile, elegante ma non troppo. Quante volte vi siete sentiti dire "prendila grigia, va bene per tutte le occasioni e non passa mai di moda". Ma attenzione, anche dalle nostre parti con il 27 per cento del mercato a trionfare è sempre lui: il bianco. Del resto ormai lo propongono in così tante versioni che lascia poco spazio ai colori più avventurosi. Opaco, perlato, macchiato o magari anche puntinato. Solo una cosa è cambiata rispetto al passato: oggi acquistare una macchina bianca, magari col bianco che luccica a sera (il perlato in questo caso) costa di più. Viene ritenuto da alcune case un colore così attraente per il cliente che di fatto subisce un sovrapprezzo che in alcuni casi arriva anche a 700 euro. Il colore acromatico, il nero o il bianco, è cresciuto dal 72 per cento del 2021 all'80 per cento dell'ultimo anno. Il grande decaduto in assoluto è il verde. Al 3 per cento del mercato. Certo ha dominato tutta la fine degli anni Novanta, soprattutto quello scuro. Il must era: auto verde metallizzata e interni in pelle o a volte anche in alcantara.
Ora il verde è declinato in versione opache che rasentano il pastello, ma il passato a quanto pare è stato archiviato. Oggi si preferisce addirittura un verde quasi militare a quello che tutti abbiamo conosciuto. Non c'è traccia del rosso, anche questo legato a sbiaditi ricordi quando le 164 dell'Alfa Romeo segnavano il confine tra cool e normal tra le strade di montagna innevate. Va anche tenuto conto però il fattore geografico. Nei continenti emergenti, come ad esempio l'Asia, c'è una crescita (del tutto inaspettata) di colori accesi come il giallo che dall'1 per cento al 2 per cento. E a quanto pare, come hanno rilevato i vertici di Basf, questo colore viene associato all'ottimismo, all'armonia, alla sostenibilità e anche all'Intelligenza artificiale. Non è un caso, ad esempio, che la Renault abbia scelto proprio il giallo per il lancio della sua nuova Cinque, il ritorno di un grandissimo cavallo di battaglia degli anni '80-'90. Ma anche in Asia, ricordiamolo, a dominare sono il bianco e il nero. Ma a quanto pare sulla scelta del colore ci sono anche altre variabili: i colori chiari, come bianco e grigio, difficilmente tendono a stufare e nascondono meglio eventuali graffi presenti sulla carrozzeria, e verniciature scure evidenziano maggiormente i difetti della carrozzeria e tendono a sporcarsi maggiormente.
Infine c'è anche un aspetto da non sottovalutare, quello della sicurezza: secondo le statistiche, le vetture dalla verniciatura rossa sono maggiormente coinvolte in incidenti stradali. Al contrario, il bianco e l’argento sono molto visibili negli orari notturni e permettono quindi di evitare il peggio. Ora fate la vostra scelta. Se possibile tornate al blu, è in calo di due punti e ormai ha solo il 9 per cento del mercato. Vogliamo davvero dire addio al "blu Presidente", al "blu Portofino" e al "blu notte"? Solo i nomi regalavano un sogno prima ancora di lasciare la frizione a affondare sull'acceleratore.