Il caso

Massimo Giletti diffamato, il Riesame: "Baiardo voleva favorire la mafia"

Salvatore Baiardo “Diffamò Giletti per favorire la mafia”.  A stabilirlo è stato il Tribunale del Riesame di Firenze. . L'uomo che è finito nell'inchiesta della Dda di Firenze sui mandati occulti delle stragi del 1993 ed è accusato di aver calunniato oltre che Massimo Giletti anche il sindaco di Cerasa, Giancarlo Ricca ora rischia di tornare  dietro le sbarre. 

L'indagine come ricordato dal Fatto Quotidiano nasce dalla famosa foto che Baiardo avrebbe esibito al giornalista Massimo Giletti, fatto per cui è indagato per calunnia aggravata, che mostrerebbe Berlusconi, Dell’Utri, il generale Francesco Delfino e Giuseppe Graviano“Non sappiamo se la fotografia che ritrarrebbe Silvio Berlusconi, Marcello Dell’Utri, il Generale (poi degradato) Francesco Delfino e Giuseppe Graviano sia vera – scrive il collegio –, come già esposto, ma in ogni caso la calunnia ha l’effetto di determinare una confusione a sua volta portatrice di agevolazione a Cosa Nostra”.

Come spiega il Fatto Quotidiano, per Baiardo, difeso dall’avvocato Carlo Taormina, erano stati disposti i domiciliari, confermati anche dalla sentenza di Cassazione dello scorso 3 aprile. La Cassazione però chiedeva ai colleghi del Riesame di rivalutare l’aggravante mafiosa nel favoreggiamento ipotizzato a Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri, e quella di calunnia aggravata ai danni Giancarlo Ricca. 

 

 

 

Il collegio scrive che “se la foto è vera, è evidente che la smentita di averla mostrata al giornalista potenzialmente preclude l’accesso a un tassello importante per lo sviluppo investigativo sulle stragi del 1993 e su quella mai attuata dello stadio Olimpico di Roma".  Mentre “se è falsa, l’aver mostrato una simile immagine falsificata, alterata o comunque l’aver fatto credere della sua esistenza a un giornalista di primo piano come Giletti, averne avvalorato l’autenticità parlando con un altro autorevole giornalista Paolo Mondani, per poi smentirla, finisce per sbalestrare le investigazioni, per minare la credibilità di Giletti senza smentire la propria, acquisita pronosticando l’arresto di Matteo Messina Denaro e avvalorata dalla sua effettiva cattura”. Baiardo avrebbe in questo modo minato “una trasmissione di giornalismo d’inchiesta che era potenzialmente dannosa per gli interessi di Cosa Nostra".