Governatore all'attacco
Sciopero magistrati, "70% di adesione a Milano". Fontana contro le toghe: "Questo è inaccettabile"
"Una cosa che mi sembra veramente inaccettabile quella di uno sciopero di una parte dello Stato, non un potere, ma un ordine dello Stato che dovrebbe essere preposto al rispetto delle leggi. Si può essere non d'accordo, ma questo non toglie che siano il governo e il Parlamento a proporre e approvare le leggi": a dirlo il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, intervenuto a margine di un evento al Pirellone, a proposito dello sciopero nazionale dei magistrati contro la riforma della giustizia. Al momento l'adesione dei magistrati milanesi allo sciopero sarebbe di circa il 72%. Il dato, però, non è definitivo e potrebbe cambiare, come hanno fatto sapere fonti della magistratura milanese.
In occasione dello sciopero, a dire la sua sulla riforma è stato, nelle scorse ore, Antonino La Lumia, presidente dell'Ordine degli avvocati di Milano: "Questa riforma non soltanto non è un atto che viola la Costituzione, ma è - esattamente al contrario - un intervento necessario per dare finalmente attuazione al principio del giusto processo, sacralizzato nell'articolo 111. Proprio perché la Costituzione è di tutti diventa paradossale brandirla proprio contro chi - con questa riforma - ne chiede la consacrazione a tutela dei cittadini e del loro diritto al giusto processo", Poi ha aggiunto: "Il pubblico ministero deve poter svolgere la sua funzione senza interferenze, ma al contempo il suo ruolo non può continuare ad avere elementi strutturali di contatto con il giudice, il quale deve restare soggetto terzo e imparziale. Un sistema in cui accusa e giudizio siano nettamente distinti non solo garantisce maggiore trasparenza, ma rafforza la fiducia dei cittadini nell'amministrazione della giustizia". Secondo lui, insomma, la riforma è un "atto dovuto" e in questa prospettiva, "la riforma della separazione delle carriere non è un'opzione, ma un passaggio indefettibile. Procedere è la parola chiave".
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Diversa l'opinione della presidente della sezione milanese dell'Anm, Manuela Andretta, che all'assemblea pubblica nell'Aula magna del Palazzo di Giustizia ha detto: "Questo sciopero è un atto di responsabilità civile. Il silenzio sarebbe complicità. Il nostro sciopero non è uno scontro ideologico, è un appello rivolto a tutti, riformare sì, ma riformare bene, su risorse e investimenti, per un sistema che risponda alle esigenze della nostra società e che non perda di vista i principi costituzionali che ci guidano". Al dibattito è intervenuto anche il procuratore dei minori di Milano, Luca Villa, che ha spiegato che con la separazione delle carriere si vogliono pm che siano "una casta di superpoliziotti".