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Taiwan, Donald Trump: "Invasione cinese? Non commento"
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Non solo Ucraina e Medio Oriente: c'è un terzo fronte, caldissimo, che potrebbe determinare il mondo in un imminente futuro. Si parla di Taiwan e delle minacce della Cina. E nelle ultime ore, Pechino ha clamorosamente alzato i toni nei confronti dell'isola, insistendo per un maggiore impegno "nella causa della riunificazione".
A parlarne è stato nella mattinata di oggi, mercoledì 26 febbraio, Wang Huning, che siede nel Comitato permanente dell'Ufficio politico del Partito comunista cinese ed è il numero quattro del Partito-Stato. Le sue parole sono state diffuse dall'agenzia ufficiale cinese Xinhua, mentre da Taiwan - isola di fatto indipendente che per Pechino è una "provincia ribelle" da "riunificare" - accusavano i militari cinesi di aver creato, senza preavviso, un'area per "manovre di addestramento a fuoco vivo" al largo della costa sudoccidentale di Taiwan stessa.
Wang, ha riferito la Xinhua, ha sottolineato "l'importanza di mantenere l'iniziativa e la capacità di governare le relazioni nello Stretto di Taiwan", nel mezzo delle tensioni per le denunce arrivate ieri dall'isola sul danneggiamento di un cavo sottomarino e il sequestro di una nave cargo con equipaggio cinese. Fedelissimo del leader cinese Xi Jinping, Wang è intervenuto durante una conferenza dedicata all'isola che si è tenuta tra ieri e oggi a Pechino, riporta l'agenzia. Wang ha sollecitato senza mezzi termini "un impegno, con determinazione, per portare avanti la causa della riunificazione nazionale".
Ma non solo. Zhu Fenglian, portavoce per gli Affari di Taiwan del Consiglio di Stato Cinese, all'annuncio del presidente dell'isola - che ha promesso l'aumento del budget della difesa al 3% del Pil - ha commentato con queste parole: "Taiwan diventerebbe una polveriera". Pechino considera infatti il presidente, Lai Ching-te, un "pericoloso separatista". E Zhu ha accusato le autorità del Partito progressista democratico di insistere in modo "ostinato" sulla posizione per "l'indipendenza di Taiwan", con il riarmo e facendo affidamento su "forze esterne". "Che si tratti del 3% o anche del 10%, non servirà a proteggere Taiwan, anzi la trasformerà in una polveriera", ha detto Zhu in dichiarazioni riportate dal Global Times.
Ed è in questo contesto che è stato chiesto a Donald Trump - presidente degli Usa, spettatori più che interessati - un commento sugli ultimi sviluppi. Ma da parte del tycoon non è arrivata alcuna presa di posizione: "Non commento mai su questo, non voglio mettermi in questa posizione", ha risposto Trump a chi gli chiedeva se la politica della sua amministrazione preveda un impegno per impedire che Pechino invada Taiwan. "Il rapporto che avremo con la Cina sarà molto buono", ha concluso Donald Trump. Parole tutte da interpretare.
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