La squadra di Donald
Colby, il falco di Trump che vuole dilaniare il Drago
Tra gli uomini che sussurrano a Donald Trump c’è un 45enne dalla faccia antica, pettinato come uno cui piace presentarsi in ordine, la riga di lato e il ciuffo disciplinato, più vicino a James Stewart che a Andrea Giambruno. Elbridge Colby (solo “Bridge” per gli amici e potrà essere il gioco o il ponte) fin dal primo mandato del presidente, quando fu vice assistente del segretario della Difesa e architetto della Strategia per la difesa nazionale del 2018, ripete un concetto soltanto: l’America non può permettersi l’egemonia cinese in Asia.
«Se la Cina domina oltre la metà del PIL globale» – ha spiegato – «non saremo in grado di attuare politiche di reindustrializzazione. Non ci permetteranno di vietare TikTok. Non avremo Apple, Microsoft e Alphabet. Perché quelle saranno aziende cinesi. Le migliori università saranno in Cina». Da qui, e in breve tempo, l’economia rallenterà. Non saranno a rischio solo i posti di lavoro, ma «le nostre libertà e la nostra sicurezza: è un pensiero intollerabile». Non si tratta di impedire a Pechino di essere una grande potenza, ma di conservare lo status quo (...)
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